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Roma, Casa Balla apre per la prima volta al pubblico

Last Updated on 21/06/2021

Apre al pubblico Casa Balla, per la prima volta, l’appartamento al 39 di via Oslavia, quartiere romano Della Vittoria, dove il grande artista futurista Giacomo Balla visse con la moglie e le figlie Luce ed Elica dal 1929 alla sua morte, nel 1958

Una casa che è una vera e propria opera d’arte. Apre al pubblico Casa Balla, per la prima volta, l’appartamento al 39 di via Oslavia, quartiere romano Della Vittoria, dove il grande artista futurista Giacomo Balla visse con la moglie e le figlie Luce ed Elica dal 1929 alla sua morte, nel 1958. Si parte, con prenotazione obbligatoria, da venerdì 25 giugno ogni fine settimana per cinque mesi, fino a domenica 21 novembre. Un “risultato importantissimo” arrivato a 150 anni dalla nascita dell’artista, frutto di un lavoro corale portato avanti dalla Soprintendenza speciale di Roma e dal Museo Maxxi, che ha allestito la mostra ‘Dalla casa all’universo e ritorno’.

Le opere di otto architetti e designer contemporanei dialogano con Balla

Insieme alle opere di otto architetti e designer contemporanei che dialogano con Balla, nelle sale di via Guido Reni sono riuniti anche tutti i pezzi provenienti dalla casa romana dell’artista comprate dai privati prima del vincolo apposto dalla Soprintendenza nel 2004, dieci anni dopo la morte delle figlie di Giacomo Balla.

Al quarto piano di via Oslavia una targa realizzata dall’artista porta la sua firma: FuturBalla

Al quarto piano di via Oslavia una targa realizzata dall’artista porta la sua firma: FuturBalla. È questa prima opera incrocio di arte e artigianato ad anticipare l’universo a colori in cui si viene immersi immediatamente sorpassato l’ingresso. Il lungo corridoio con le pareti dipinte di giallo, verde e azzurro, compreso il soffitto, è costellato dei suoi quadri, inno al movimento e all’azione. Basta voltarsi per trovare un appendiabiti con una giacca da uomo dai colori sgargianti e il taglio assolutamente non convenzionale. Un altro pezzo forte dell’originalità di Balla che con il Futurismo aveva teorizzato ‘Il vestito antineutrale’.

Nello Studio rosso alcuni dei libri dell’artista

Percorrendo il corridoio si arriva allo Studio rosso. In questo piccolo ambiente dove domina il rosso scuro sono conservati alcuni dei libri di Balla. La porta, anch’essa dipinta, si trova ora al Maxxi per la mostra e proviene dalla collezione Biagiotti. La stilista aveva infatti una grande passione per Giacomo Balla, tanto che oggi la sua Fondazione conserva circa 300 opere dell’artista torinese, in parte provenienti proprio dall’appartamento di via Oslavia.

Nell’ultima stanza sono conservati i disegni e i bozzetti di Balla

Ultima stanza della casa è lo studio dell’artista che oggi insieme agli arredi originali ospita le teche dove sono conservati i disegni e i bozzetti di Balla, tutti restaurati dalla Soprintendenza speciale di Roma che ha eseguito anche l’inventario di Casa Balla.

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