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La Purple Line di Thomas Hirschhorn in mostra al MAXXI, tra pixel e collage

Parte al MAXXI di Roma la mostra Thomas Hirschhorn. The Purple Line, a cura di Hou Hanru e Luigia Lonardelli. Visitabile sino al 6 marzo 2022, l’esposizione presenta una parte di Pixel-Collage, una sorta di grande archivio di 121 opere realizzate tra il 2015 e il 2017.

Parte al MAXXI di Roma la mostra Thomas Hirschhorn. The Purple Line, a cura di Hou Hanru e Luigia Lonardelli. Visitabile sino al 6 marzo 2022, l’esposizione presenta una parte di Pixel-Collage, una sorta di grande archivio di 121 opere realizzate tra il 2015 e il 2017. I collage in mostra provengono da 21 prestigiose collezioni private internazionali, istituzioni e gallerie.

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Immagini di corpi mutilati e fotografie pubblicitarie provenienti da riviste patinate

Un’imponente parete viola alta 6 metri e lunga oltre 250 attraversa la Galleria 3 del Maxxi, che taglia gli spazi sinuosi del museo progettato da Zaha Hadid, imprigiona la vista e disorienta lo sguardo. Le opere che vengono presentate nella mostra romana sono il risultato di un accostamento, con la tecnica del collage appunto, di immagini di corpi mutilati in zone di guerra, violente istantanee di stragi e conflitti raccolte sul web, a fotografie pubblicitarie di moda provenienti da riviste patinate. Queste ultime sono però pixellate, mentre le foto di corpi dilaniati sono visibili, senza filtri, spesso anche in grandi formati.

Il Pixel diventa lo strumento che connette e crea legami tra le cose

Si inverte così ciò che abitualmente succede nella realtà, negli organi di informazione, nella rete e nei social network. Le immagini pubblicitarie pensate per catturare l’attenzione sono nascoste alla vista. Ciò che normalmente viene oscurato e coperto perché considerato disturbante, è invece svelato dall’artista in tutta la sua cruda verità. Il Pixel diventa lo strumento che connette e crea legami tra le cose, tra bellezza e crudeltà. Questo accorcia la distanza tra due realtà apparentemente opposte eppure contemporanee del mondo in cui viviamo, un’epoca ricca di contraddizioni.

L’espressione “The Purple Line” rimanda alla teoria dei colori

L’artista, inoltre, disegnando una linea sul muro in cui sono esposte le opere al MAXXI, costringe chi attraversa lo spazio a confrontarsi con i propri limiti, a sfidare il massimo che la vista e le sensazioni possano sostenere, a mantenere viva l’attenzione. L’espressione “The Purple Line” rimanda alla teoria dei colori: si riferisce infatti a un punto preciso, al confine fra lo spettro dei rossi e quello del violetto, che corrisponde alla massima saturazione di questi due colori, in cui l’intensità della luce si presenta in un una singola lunghezza d’onda. Si ottiene quello che viene chiamato il «colore puro»: nitido e al contempo fastidioso da guardare, attraente e respingente, disturbante fino al limite estremo della sua percezione.

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