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Cursus honorum, il governo di Roma prima di Cesare ai Musei Capitolini

Last Updated on 23/03/2022

La mostra Cursus honorum. Il governo di Roma prima di Cesare, ospitata ai Musei Capitolini, Palazzo dei Conservatori dal 24 marzo al 2 ottobre 2022, è incentrata sulle cariche pubbliche dei magistrati di età repubblicana, il cursus honorum, aspetto fondamentale della vita politica di Roma antica

Parte integrante del progetto La Roma della Repubblica. Il racconto dell’Archeologia, la mostra Cursus honorum. Il governo di Roma prima di Cesare, ospitata ai Musei Capitolini, Palazzo dei Conservatori dal 24 marzo al 2 ottobre 2022, è incentrata sulle cariche pubbliche dei magistrati di età repubblicana, il cursus honorum, aspetto fondamentale della vita politica di Roma antica. Il progetto espositivo è promosso da Roma CultureSovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali ed è curato da Claudio Parisi Presicce e Isabella Damiani. Organizzazione di Zètema Progetto Cultura.

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Le opere in mostra

Protagonisti di questo racconto sono cinque personaggi anonimi raffigurati da altrettante statue che fungono da narratori di eccezione. Quattro sono figure maschili a cui si aggiunge una voce diversa, una figura femminile, che rappresenta una realtà altrimenti assente in una società inevitabilmente dominata dagli uomini. Il loro compito è avvicinare il pubblico a monumenti di valore storico e simbolico che celebrano memorabili imprese belliche, insieme ad altri che ci illustrano ruoli legati all’amministrazione della città e alla costruzione del prestigio sociale degli individui e delle loro famiglie.

Episodi di guerra e conquiste che segnarono tappe fondamentali nella storia dell’espansione di Roma

Con l’aiuto di queste guide particolari, ai visitatori saranno ricordati episodi di guerra e conquiste che segnarono tappe fondamentali nella storia dell’espansione di Roma. Esempio di spicco è la prima vittoria navale sui Cartaginesi nelle acque di Milazzo, ricordata dalla Colonna Rostrata eretta in onore del console Gaio Duilio. Questo e altri eventi sono narrati da tre statuae ritratto di travertino della metà del I secolo a.C., già a Villa Celimontana, che vestono il pallio, ossia il mantello che si indossava sulla tunica.

Dai ritratti degli antenati ai monumenti funerari

Lo ius imaginum, ossia il diritto di conservare in casa i ritratti degli antenati da esibire durante i funerali e in particolari occasioni pubbliche, inizialmente esclusivo del patriziato ed esteso nel IV secolo a.C. anche ai plebei quando ebbero accesso alle cariche pubbliche, è invece narrato dal famoso “Togato Barberini” (dal nome della collezione di provenienza). La maestosa statua in marmo, databile al primo quarto del I secolo d.C., costituisce una testimonianza unica del sistema di autolegittimazione che le famiglie che detenevano il potere mettevano in atto, utilizzando la fama e il prestigio degli avi.

La voce che anima la figura femminile, parte di un Gruppo funerario con fanciulla, realizzato in marmo lunense e databile alla metà circa del I secolo a.C., introduce infine ai monumenti funerari, in particolare ai sarcofagi provenienti dal sepolcro della gens Cornelia, rara testimonianza archeologica di una tomba gentilizia di età repubblicana. L’esibizione, lungo le strade che uscivano da Roma, delle architetture e delle pitture dei sepolcri gentilizi costituivano un altro elemento di ostentazione del potere acquisito.

Focus sulle magistrature romane

Nella mostra si dà conto, inoltre, delle caratteristiche delle magistrature romane: collegiali, e di durata limitata, in prevalenza annuale. I magistrati superiori – consoli, pretori, censori – erano eletti dai cittadini ripartiti in base al censo, riuniti nei comizi centuriati e contraddistinti da speciali attributi come la sedia curule, i fasci (simboli del potere coercitivo) e una speciale toga bordata. Erano i soli a poter celebrare il trionfo.

I magistrati minori – questori, edili – erano eletti dai cittadini ripartiti per tribù, riuniti nei comizi tributi. L’ordine di successione delle cariche fu stabilito nel II secolo a.C. con una legge che specificava anche l’età minima dei candidati e il tempo che doveva trascorrere tra una magistratura e la successiva. Le tappe, in ordine ascendente, erano: questura, tribunato, edilità, pretura, consolato e censura, a cui va aggiunta l’investitura temporanea ed eccezionale della dittatura.

Un allestimento multimediale e coinvolgente

Il risultato è un allestimento multimediale, coinvolgente, volto ad avvicinare i visitatori ad argomenti complessi e a particolari monumenti; si pensi ai documenti epigrafici, importantissime fonti storiche dirette di non immediata lettura. L’esposizione si colloca, infine, come ideale trait-d’union tra la videoinstallazione L’eredità di Cesare e la conquista del tempo, visibile nella Sala della Lupa e dei Fasti Antichi del Palazzo dei Conservatori e l’esposizione Roma della Repubblica. Il racconto dell’Archeologia, di prossima realizzazione ai Musei Capitolini, Palazzo Caffarelli.

Info, date e costi

Luogo: Musei Capitolini – Palazzo dei Conservatori, Sale piano terra.
Indirizzo: Piazza del Campidoglio, 1 – 00186 Roma.
Date: dal 24 marzo al 2 ottobre 2022.
Orari: tutti i giorni ore 9.30 – 19.30. Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura.
Biglietti: Biglietto “integrato” Musei Capitolini e Mostra per i non residenti a Roma: € 13,00 biglietto “integrato” intero; € 11,00 biglietto “integrato” ridotto. Biglietto “integrato” Musei Capitolini e Mostra per i residenti a Roma non possessori della “MIC Card”: € 12,00 biglietto “integrato” intero; € 10,00 biglietto “integrato” ridotto. Ingresso gratuito al museo per i possessori della “MIC Card”. Ingresso gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente. La prenotazione è fortemente consigliata.

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