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Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea di Roma, dal primo reportage fotografico di guerra alla collezione autografa di Mazzini

Oggi il patrimonio della Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea è incentrato sulla storia italiana ed europea del XIX e XX secolo e tra i suoi tesori conta 650.000 monografie, 40.000 manoscritti e 70.000 tra bandi e manifesti

Con la Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea di Roma prosegue il racconto delle meraviglie del patrimonio librario italiano che ogni settimana accompagna i visitatori in un viaggio virtuale alla scoperta delle principali biblioteche dello Stato grazie a una serie di reportage promossi sui canali social del Ministero della Cultura guidato da Dario Franceschini.

A proposito di biblioteche romane…

Il patrimonio della biblioteca

Nasce nel 1880 come Sezione Risorgimento della Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele II di Roma per raccogliere le fonti per lo studio dell’Unità d’Italia. L’Istituto diviene autonomo nel 1917, per trasferirsi nel 1939 in via Michelangelo Caetani, nella sede di Palazzo Mattei di Giove, nel cuore del centro storico di Roma. Oggi il suo patrimonio è incentrato sulla storia italiana ed europea del XIX e XX secolo. Tra i suoi tesori conta 650.000 monografie, 40.000 manoscritti e 70.000 tra bandi e manifesti. 

Si costruì tra la fine del 500 e gli inizi del 600 per volere di Asdrubale Mattei Marchese di Giove

Il Palazzo – oggi oggetto di importanti lavori di restauro sia negli esterni che negli interni – si costruì tra la fine del 500 e gli inizi del 600 per volere di Asdrubale Mattei Marchese di Giove, che ne commissionò il progetto e la costruzione a Carlo Maderno. “Lo stabile è riccamente adornato di opere d’arte in particolare nei cortili e nello scalone vi è una preziosa collezione di antichità romane che era di proprietà dei Mattei – racconta nel video la direttrice Patrizia Rusciani che svela – Negli interni nelle sale della Biblioteca è in corso il restauro di una piccola cappella che Asdrubale fece costruire per la moglie Costanza Gonzaga e che commissionò al pittore Gaspare Celio”.

Le origini della Biblioteca risalgono al giugno del 1880, quando il Parlamento approvò una proposta di legge di Pasquale Villari che proponeva di creare una raccolta di documenti e libri che testimoniassero il lungo percorso risorgimentale che si era da poco concluso con la presa di Roma nel 1870. “Si diede quindi avvio alla costruzione di questa importante raccolta situata all’inizio presso la Biblioteca Nazionale di Roma Vittorio Emanuele II – che aveva sede al Collegio Romano – e divenne la sezione Risorgimento di questa Biblioteca” spiega la direttrice. “Si acquisirono fondi sul mercato antiquario ma anche direttamente dai protagonisti risorgimentali e dai loro discendenti. Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale parte anche la raccolta di materiali che testimoniassero la Guerra, in quel periodo considerata come il coronamento del Risorgimento nazionale”

Una collezione di 41 carte salate, cioè di scatti fotografici fatti dal fotografo Lecchi durante i fatti della Repubblica Romana del 1849

La Biblioteca prese l’odierna denominazione nel 1937 e due anni dopo fu trasferita nell’attuale palazzo. I Fondi costitutivi sono il Fondo del Risorgimento e il Fondo della Prima guerra mondiale. Ma spicca tra tutti la collezione mazziniana composta da circa 8.000 autografi di Mazzini, provenienti dalla collezione di Ernesto Nathan. “Voglio anche ricordare una collezione di 41 carte salate, cioè di scatti fotografici fatti dal fotografo Lecchi durante i fatti della Repubblica Romana del 1849. Questi rappresentano il primo reportage fotografico di guerra di cui siamo a conoscenza – spiega la direttrice. Ricchissima anche la sezione dei Fondi dei manifesti illustrati. “L’istituto conserva una ricca collezione di manifesti della Grande Guerra e un’importante collezione dei manifesti dell’Età repubblicana che vanno dall’immediato dopoguerra ai giorni nostri”.  

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