Circa trenta le opere di Domenica Regazzoni esposte, in cui la poesia prende forma, reinterpretando proprio tali componimenti orientali, attraverso suggestive opere su carta

La poesia e la magia delle operedell’artista lombarda Domenica Regazzoni, la cui arte rimanda all’antica arte giapponese, saranno le protagoniste della mostra “Haiku”, presso Galleria SpazioCima, sita in via Ombrone 9 – Roma, con la cura e l’organizzazione di Roberta Cima. Circa trenta le variopinte opere esposte, in cui la poesia prende forma, reinterpretando proprio tali componimenti orientali, attraverso suggestive opere su carta. Visitabile dal 5 ottobre al 5 novembre, da martedì a venerdì dalle 15:30 alle 19:30 il sabato dalle 16 alle 19. Ingresso libero.
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Le opere in mostra
L’esposizione ripropone il filone creativo intrapreso dall’artista a partire dagli anni Novanta, da sempre mirato a sintetizzare le immagini di variegate forme poetiche (dalle liriche di Antonia Pozzi ai testi delle canzoni di Mogol e Lucio Dalla), alla ricerca di un punto d’incontro tra le diverse arti. Con questa mostra, ispirata anche dall’antica tecnica Kintsugi, cioè l’arte di rimettere insieme i cocci con l’oro, Domenica Regazzoni raccoglie frammenti provenienti da altri lavori, componendo nuove forme e liberando rinnovate emozioni.
“L’haiku è una manciata di parole e di colori in cui non conta tanto ciò che viene detto – spiega l’artista – quanto proprio il non detto, ciò che sta dietro. Queste brevi poesie giapponesi mi hanno aiutata a raccogliere i frammenti del mio lavoro e a ricomporli in nuove emozioni”. Una passione per la manualità ereditata dalla figura paterna, Dante Regazzoni, considerato tra i maggiori esponenti della liuteria italiana del Novecento. Musica, parole, gesti e colori si fondono così nei collages e nelle incisioni monoprint esposte negli spazi espositivi. Il catalogo Domenica Regazzoni – Haiku, a cura di Silvia Evangelisti, edito da Silvana Editoriale nel 2021, sarà disponibile in galleria.
Biografia dell’artista
Domenica Regazzoni (Valsassina, 1953) inizia a dipingere nei primi anni Settanta, frequentando i corsi dell’Accademia di Brera. Abbandona poi la pittura figurativa per un’impostazione più astratta e informale, esponendo in gallerie giapponesi di Tokyo e Kyoto e in prestigiose sedi italiane. Nell’ultimo quindicennio si avvicina alla scultura e alla grafica, collaborando a lungo con lo storico laboratorio di Giorgio Upiglio. Nel 2012 inizia il suo sodalizio con le istituzioni culturali governative di Shanghai. Ha partecipato alla 54esima edizione della Biennale di Venezia e alla seconda Triennale delle arti visive di Roma. Dal 2009 una sua grande scultura “The broken violin” è collocata in permanenza nel Coltea Park in piazza dell’Università di Bucarest.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

