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Technoscape, Ingenio e Repairing the present: le nuove mostre del MAXXI di Roma

Le tre nuove mostre del MAXXI di Roma: “Technoscape. L’architettura dell’ingegneria”, “Ingenio. Idee visionarie dall’Archivio di Sergio Musmeci”, “Repairing the present: Rewild”

Le tre nuove mostre del MAXXI di Roma: “Technoscape. L’architettura dell’ingegneria”, “Ingenio. Idee visionarie dall’Archivio di Sergio Musmeci”, “Repairing the present: Rewild”.

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Technoscape. L’architettura dell’ingegneria. Dal 4 ottobre 2022 al 10 aprile 2023

Il racconto del rapporto tra l’ingegneria strutturale, vernacolare o d’avanguardia che sia, e l’invasione della tecnologia nei nostri spazi operativi e vitali. La mostra è organizzata attorno a due sezioni che corrispondono ai due grandi universi, quello dell’innovazione tecnologica e quello dell’ingegneria della costruzione.

Lungo il primo percorso, sviluppato in collaborazione con università e centri di ricerca, scopriremo installazioni e padiglioni interattivi, che ci consentiranno di comprendere il ruolo che oggi hanno settori scientifici e tecnologici che un tempo non avremmo immaginato di dover accostare all’architettura: dalle scienze applicate all’ambiente, ai dispositivi “smart” per la gestione delle città; dall’ossessione per i big data al recupero di tecniche di assemblaggio vintage e low-tech.

Lungo il secondo, organizzato per aree tematiche, troviamo i lavori dei grandi ingegneri strutturali dal dopoguerra a oggi, mettendo in evidenza i vari approcci, gli edifici-simbolo come il Beaubourg o l’Opera di Sidney, e i casi più eclatanti in cui il compito di form-finder ricade completamente sul progettista strutturale.

Ingenio. Idee visionarie dall’Archivio di Sergio Musmeci. Dal 1 ottobre al 23 aprile 2023

Schizzi di opere ancora senza nome, appunti di conferenze piene di prospettive per il futuro, pagine di calcoli incompleti che accennano a nuove teorie per rifondare la statica. L’Archivio del MAXXI è il luogo privilegiato dove scoprire le idee troppo in anticipo di ingegneri geniali. Idee una volta giudicate impossibili, che oggi magari potrebbero essere realizzate. Progetti rimasti sulla carta che spesso sono arrivati troppo presto, quando la tecnologia per realizzarli non era disponibile o le condizioni economiche non ne hanno favorito il passaggio dalla fantasia alla realtà.

Sergio Musmeci era un ingegnere visionario, che i suoi colleghi ingegneri e architetti e i critici non esitavano a chiamare “un genio”. Al momento della scomparsa, il 5 marzo 1981, nel suo studio, sul suo tavolo, c’erano ancora tantissime idee originali da sviluppare. Nel tempo alcune visioni sono diventate realtà. Altre attendono ancora nuove generazioni di ingegneri capaci di farle uscire dal mondo della fantasia. Le sue carte sono state tirate fuori dall’archivio e esposte qui sperando di illuminare qualche sguardo, di solleticare qualche ingegno. Musmeci era un progettista di architetture strutturali mai viste prima, un docente universitario chiarissimo per i suoi studenti, un teorico con grandi abilità matematiche capace di avventurarsi in campi pionieristici per la sua epoca.

La mostra si lega a Technoscape perché fa da ponte tra il passato e il futuro. Gli ingegneri della storia avevano visioni sul futuro, lo immaginavano, cercavano di anticiparlo, per questo in Archivio è conservato anche il Futuro.

Repairing the present: Rewild. Dal 15 ottobre 2022 al 13 novembre 2022

Un appello urgente all’ispirazione collettiva e allo sforzo creativo congiunto, Repairing the Present promuove il dialogo tra scienza, tecnologia e arte come attori chiave nell’esplorazione di nuovi scenari per il miglioramento ecosistemico. Così la serie di mostre Repairing the Present : REWORLD (al MEET | Digital Culture Center), : REWILD (al MAXXI), : RETOOL (al ZKM: Zentrum für Kunst und Medien), presenta risposte collettive guidate dall’arte alle emergenze attuali e future e alle trasformazioni critiche a livello sociale, ambientale e tecnologico.

Samira Benini Allaouat, Penelope Cain, Filip Van Dingenen and David Shongo, Susi Gutsche, Olga Kisseleva, Adriana Knouf, Lugh O’Neill, Studio Lapatsch Unger & Johanna Schmeer. Al di là del bisogno viscerale di : REWILD di ripristinare modelli ferini in ecosistemi addomesticati, questo assemblaggio enfatizza la contaminazione tra naturale e sintetico, tra artificiale e organico, tra animale e minerale, artificiale e organico, animale e minerale, verso rinnovate forme di divenire nell’Antropocene.

La forza trainante di : REWILD è l’urgenza di decolonizzare la natura ma anche i futuri ecosistemi che sono ancora in fase di terraformazione. Con la rabdomanzia, la ricerca di una riconnessione con il non umano, la mappatura delle dinamiche dei licheni o dei percorsi contorti dei rifiuti urbani, gli artisti in mostra invitano a forme attive di impegno con la terra, il biotopo e lo spazio esterno.

Repairing the Present è un progetto interdisciplinare S+T+ARTS lanciato nel giugno 2021 da 12 Centri regionali S+T+ARTS: Snowball (BE), Museo MAXXI (IT), STATE (DE), Onassis Stegi (EL), In4Art (NL), MEET (IT), CCCB (ES), Ars Electronica (AT), Sony CSL Paris (FR), Kersnikova (SI), CYENS (CY) e Art Hub Copenhagen (DK).

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