Nasi per l’arte, a Palazzo Merulana artisti italiani e belgi per raccontare nasi e fiuto
Arriva a Palazzo Merulana (Roma), dal 25 marzo al 21 maggio, la mostra “Nasi per l’Arte”. L’esposizione trova le sue radici nell’incontro tra due curatrici indipendenti, Joanna De Vos e Melania Rossi, rispettivamente di origine belga la prima, di origini italiane la seconda

Arriva a Palazzo Merulana (Roma), dal 25 marzo al 21 maggio, la mostra “Nasi per l’Arte”. L’esposizione trova le sue radici nell’incontro tra due curatrici indipendenti, Joanna De Vos e Melania Rossi, rispettivamente di origine belga la prima, di origini italiane la seconda. Il titolo della mostra corrisponde a una vita dedicata all’arte, mettendo a confronto la storia dell’arte del Belgio e dell’ Italia sul piano estetico e concettuale, trovando somiglianze inaspettate e differenze specifiche.
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Le opere in mostra
In primo luogo, la presentazione propone un intrigante dialogo tra l’arte italiana e quella belga all’inizio del XX secolo. La collezione permanente comprende soprattutto opere pittoriche e scultoree dagli anni Venti agli anni Quaranta, con significative acquisizioni contemporanee. Una selezione di opere belghe dello stesso periodo, prestate da altrettanti collezionisti privati belgi e da alcune istituzioni, è presentata in dialogo con la collezione permanente di Palazzo Merulana.
Il secondo percorso della mostra
Il secondo percorso della mostra presenta nove artisti contemporanei belgi e nove italiani le cui opere celebrano, sfidano e invitano alla riflessione sul naso, sui sensi e sull’arte. Storicamente, il naso è considerato un segno di carattere, status, bellezza. Essendo il senso più istintivo, l’olfatto ci guida nella vita, verso il piacere e il pericolo, e ha il potere di far rivivere i ricordi. Ma Nasi per l’arte non parla solo di nasi come organi o forme. Si tratta della metafora che questo organo più antico, il primo a formarsi nel grembo materno, può rappresentare. Si tratta di come italiani e belgi condividano un naso per l’arte, di come due nasi di due curatrici si muovano nella stessa direzione, e di come gli artisti seguano il loro naso, il loro “fiuto”.
Gli artisti in mostra
Jos Albert , Pierre-Louis Flouquet, Robert Giron, Oscar Jespers, Paul Joostens, René Magritte, George Minne, Constant Permeke, Léon Spilliaert, Marcel Stobbaerts, Henri Van Straten, Ferdinand Wery, in dialogo con gli artisti già in collezione: Giacomo Balla, Felice Casorati, Giorgio De Chirico, Antonio Donghi, Ercole Drei, Guglielmo Janni, Leoncillo Leonardi, Antonietta Raphael, Francesco Trombadori, Alberto Ziveri.
Tra i contemporanei italiani e belgi:
Francesco Arena, Maurizio Cattelan, Mariana Ferratto, Emiliano Maggi, Luigi Ontani, Daniele Puppi, Anna Raimondo, Marta Roberti, Serena Vestrucci, Francis Alÿs, Michaël Borremans, Michaël Dans, Laura de Coninck, Peter de Cupere, Jan Fabre, Thomas Lerooy, Sofie Muller, Yves Velter.
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Di origini salentine, trasferito a Roma per motivi di studio. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.