Sab. Set 19th, 2026

Storia della letteratura latina (16): Marco Valerio Marziale e i suoi Epigrammi

Storia della letteratura latina (16): Marco Valerio Marziale e i suoi Epigrammi
Storia della letteratura latina (16): Marco Valerio Marziale e i suoi Epigrammi

Una volta trasferito a Roma, Marco Valerio Marziale, nato in Spagna nel 64 d. C., ottenne l’appoggio delle sue più importanti famiglie. I suoi epigrammi, in cui ha dipinto splendidamente Roma, hanno lasciato un profondo segno nella letteratura latina

“Credimi, il sapiente non dice “vivrò”. / Vivere domani è troppo tardi, devi vivere oggi”. Questi due versi, incentrati sulla riflessione sulla precarietà della vita, sono tratti dal primo degli Epigrammi, il voluminoso capolavoro di Marco Valerio Marziale. Nato a Bilbili, in Spagna, nel 64 d. C. Marziale si trasferì a Roma, dove ottenne presto l’appoggio delle più importanti famiglie, tra cui quella degli Annei, a cui apparteneva anche il filosofo Lucio Anneo Seneca.

Tuttavia, dopo la repressione della congiura dei Pisoni da parte dell’imperatore Nerone, molti di loro caddero in rovina e furono uccisi. La situazione di Marziale precipitò: di colpo si ritrovò solo e senza amici. Si ritrovò così a vivere una vita difficile nella condizione di cliens, vale a dire di cittadino costretto a servire persone ricche e potenti (patroni) per poter sopravvivere. Questa situazione, benché dura e umiliante, gli fornì l’opportunità di poter osservare da vicino e frequentare tutti gli strati della società romana, da quelli più agiati a quelli più umili.

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Il Liber de spectaculis

Nell’ 80 a.C., in occasione dell’inaugurazione dell’anfiteatro Flavio da parte dell’imperatore Tito, fu pubblicata la prima raccolta poetica di Marziale, il Liber de spectaculis, contenente circa trenta epigrammi. Le sue doti poetiche gli procurarono notorietà presso il pubblico e migliorarono la sua condizione economica grazie ai favori a lui concessi dall’imperatore Tito.

Dall’86 d.C. iniziò la pubblicazione del suo capolavoro, gli Epigrammi, composto attualmente da quattordici libri di epigrammi, ovvero brevi componimenti in versi. È impressionante la varietà delle tematiche e dei registri stilistici con cui Marziale dimostra di sapersi destreggiare nei suoi numerosi epigrammi: invettiva pungente e crudo realismo verso la città di Roma e alcuni suoi personaggi, rapporti di amicizia con uomini del tempo, profonde riflessioni sulla precarietà della vita e infine dichiarazioni di poetica.

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Dall’86 d.C. iniziò la pubblicazione del suo capolavoro, gli Epigrammi, composto attualmente da quattordici libri di epigrammi

Nell’ Epigramma 12, 57 ci restituisce con vivace ironia l’immagine di una Roma così rumorosa per la gente indaffarata che lavora, da impedire al poeta perfino di dormire: A Roma un povero non può pensare, non può dormire, / o Sparso. Gli impediscono di vivere/ la mattina i maestri, la notte i panettieri,/ tutti i giorni i maestri dei bronzisti…”.

Oltre che divertire a volte Marziale fa anche commuovere, come nell’epigramma funerario in onore di una piccola bimba, Erotion: “Che un morbido cespuglio copra le sue tenere ossa e tu, / terra, non esserle di peso: lei a te non lo fu”.

Nel 96 d.C. l’imperatore Domiziano fu ucciso in una congiura e iniziò nuovamente per Marziale un periodo difficile

Nel 96 d.C. l’imperatore Domiziano fu ucciso in una congiura. Iniziò quindi per Marziale un altro periodo difficile, dal momento che non riuscì ad accattivarsi il favore dei successivi imperatori Nerva e Traiano. Fu costretto così a tornare in Spagna, “nella mia cara Bilbili”, dove godette della ritrovata tranquillità della vita di campagna. Infatti, come scrive nell’ Epigramma 12, 18:  “Dormo a lungo, esageratamente, senza interruzione, rifacendomi finalmente di trent’anni di insonnia romana”.

Un poeta che non solo ha trascorso un’intera vita a Roma, ma ha saputo dipingerla nei suoi epigrammi che hanno lasciato un segno nella letteratura latina.

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