“Maus” nasce dall’esigenza di Art Spiegelman di raccontare la storia del padre, un sopravvissuto all’Olocausto, e fu pubblicato inizialmente a puntate su “Raw” tra il 1980 e il 1991

Un viaggio alla scoperta dei fumetti che hanno scritto la storia del costume e, anche, dell’arte. Iniziamo con Maus di Art Spiegelman.
“Maus” è il primo fumetto a vincere il Premio Pulitzer nel 1992
“Maus” nasce dall’esigenza di Art Spiegelman di raccontare la storia del padre, un sopravvissuto all’Olocausto. Pubblicato inizialmente a puntate su “Raw” tra il 1980 e il 1991, e poi raccolto in due volumi, “Maus” è il primo fumetto a vincere il Premio Pulitzer nel 1992.
La storia è un resoconto biografico del padre di Spiegelman, un ebreo polacco durante la Seconda Guerra Mondiale
La storia è un resoconto biografico del padre di Spiegelman, Vladek, che narra le sue esperienze come ebreo polacco durante la Seconda Guerra Mondiale. La narrazione è divisa in due linee temporali: una che racconta le esperienze di Vladek prima, durante e dopo la guerra, e l’altra che mostra il rapporto tra Art e suo padre negli anni ’70 e ’80. I personaggi sono rappresentati come animali: gli ebrei sono topi, i tedeschi sono gatti, i polacchi non ebrei sono maiali, ecc.
Il fumetto ha aperto nuove strade per la graphic novel
“Maus” è rivoluzionario per il modo in cui utilizza il medium del fumetto per trattare un argomento così pesante e complesso come l’Olocausto. La scelta di rappresentare i personaggi come animali non diminuisce l’impatto emotivo, ma anzi, rende la narrazione più accessibile e simbolica. Il fumetto ha aperto nuove strade per la graphic novel, dimostrando che i fumetti possono affrontare temi seri e storici con profondità e sensibilità.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

