Last Updated on 20/12/2024
Diane Arbus (1923-1971) è nota per le sue fotografie di persone ai margini della società. Nata a New York, iniziò la sua carriera come fotografa di moda, ma ben presto si dedicò a soggetti più controversi

Diane Arbus (1923-1971) è nota per le sue fotografie di persone ai margini della società. Nata a New York, iniziò la sua carriera come fotografa di moda, ma ben presto si dedicò a soggetti più controversi, tra cui artisti circensi, travestiti e individui con disabilità. Le sue immagini sono spesso descritte come inquietanti e potenti.
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Arbus sfidò le convenzioni del ritratto fotografico, presentando i suoi soggetti in pose dirette e frontalmente
Arbus sfidò le convenzioni del ritratto fotografico, presentando i suoi soggetti in pose dirette e frontalmente. La sua influenza sulla fotografia è notevole, poiché aprì nuove strade nel modo di rappresentare la diversità umana e la complessità della psiche umana. Il suo lavoro fu ampiamente pubblicato su riviste come Esquire e Harper’s Bazaar, e le sue immagini furono esposte in importanti musei, tra cui il Museum of Modern Art di New York.
Uno dei progetti più celebri di Arbus fu la serie di fotografie scattate nel quartiere di Coney Island a New York
Uno dei progetti più celebri di Arbus fu la serie di fotografie scattate nel quartiere di Coney Island a New York, dove immortalò la vita quotidiana di una comunità vibrante e variegata. Le sue immagini catturano l’essenza della condizione umana, mostrando la vulnerabilità, la forza e la dignità dei suoi soggetti. La sua eredità continua a vivere attraverso le mostre delle sue opere e i numerosi libri pubblicati sulla sua vita e carriera. Arbus ricevette numerosi riconoscimenti postumi, tra cui una retrospettiva al Museum of Modern Art nel 1972, che consolidò la sua reputazione come una delle fotografe più influenti del XX secolo.
Gli scatti più belli di Diane Arbus






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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

