L’apertura di Paul Clifford, “It was a dark and stormy night” (“Era una notte buia e tempestosa”), è probabilmente uno degli incipit più riconoscibili della letteratura, ma anche uno dei più criticati…

L’apertura di Paul Clifford, “It was a dark and stormy night” (“Era una notte buia e tempestosa”), è probabilmente uno degli incipit più riconoscibili della letteratura, ma anche uno dei più criticati. Nonostante la sua fama, è spesso associato a uno stile eccessivamente melodrammatico. La frase completa, che si estende in una lunga e complessa descrizione, è stata accusata di essere prolissa e artificiosa.
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Contesto e stile
Edward Bulwer-Lytton era un autore popolare nel suo tempo, noto per il suo stile ricco di dettagli e per i romanzi che mescolavano intrigo, amore e mistero. Questo incipit, in particolare, cerca di creare un’atmosfera gotica e drammatica, tipica della narrativa dell’epoca. La descrizione della notte tempestosa preannuncia una storia carica di tensione e conflitti, ma il suo linguaggio elaborato ha reso la frase un simbolo di cattiva scrittura, al punto che oggi esiste il “Bulwer-Lytton Fiction Contest”, una competizione per creare il peggior incipit possibile.
L’importanza storica
Nonostante le critiche, l’incipit di Bulwer-Lytton è un esempio importante di come gli autori dell’Ottocento cercassero di catturare il lettore con immagini potenti e drammatiche. La sua notorietà dimostra quanto un’apertura possa influenzare la percezione di un’opera, nel bene e nel male.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

