“Sole nero”, edito da Rubbettino, è il terzo romanzo del portinaio romano, scrittore e sceneggiatore, Gianluigi Bruni

“Sole nero”, edito da Rubbettino, è il terzo romanzo del portinaio romano, scrittore e sceneggiatore, Gianluigi Bruni.
La trama del libro
Nell’Italia del dopoguerra, ancora segnata dalle ferite del conflitto, il piccolo Michele vive un’infanzia dominata dalla paura, oppresso dalla figura di un padre che lo considera un peso e un incapace. Cerca invano rifugio nella tenerezza della madre, troppo fragile per proteggerlo davvero. Quando viene portato a un controllo medico, Michele finisce in un istituto psichiatrico, abbandonato lì dopo lo sgretolarsi definitivo del nucleo familiare. Qui inizia il suo inferno: attraversa ogni stadio dell’istituzione manicomiale come una cavia, diventando simbolo vivente degli esperimenti e delle contraddizioni della psichiatria del secondo Novecento. Alla fine, sarà costretto a trovare da solo, dentro di sé, la forza per liberarsi.
“Sole nero” è il racconto toccante e crudo di un’umanità desolata
“Sole nero” è il racconto toccante e crudo di un’umanità desolata, capace di trasformare il dolore in poesia e la disperazione in un grido di speranza. E con il suo stile unico, Gianluigi Bruni esplora i labirinti della psiche umana, regalandoci una storia che tende alla luce e lascia un segno indelebile nell’anima.
Michele il protagonista del libro è un ultimo che non ha mai veramente vissuto, intrappolato dal sistema psichiatrico in un mondo bambino che l’ha visto crescere solo a bocconi. Ai giorni nostri, probabilmente, non sarebbe mai finito in questo girone infernale, sarebbe stato curato tranquillamente a casa. Se solo avesse avuto una famiglia che lo amasse, qualcuno che lo accogliesse diverso dalla debole madre morta precocemente.
Eppure sopravvissuto a tutto e tutti lì dentro, condannato a stare con i matti lui che matto non era, forse un po’ ritardato, ma non matto. Così prendere coscienza delle regole di quel mondo per non esserne escluso: primo, trovarsi una fatica per non uscirne pazzo. Così imparare il mestiere del falegname elevandolo a modo suo ad arte. Un’opportunità di crescita che sa di riscatto. Anche lì dentro. Tutto lì dentro, sempre chiuso lì dentro. In manicomio.
Infine interiorizzarle quelle quattro mura, come fossero il suo confine e la sua frontiera, perché il mondo fuori fa paura, fa paura attraversare il cancello principale dell’ospedale. Meglio la sicurezza offerta dalla stortura della sua condizione che guardare fuori, al futuro, a quella vita da cui è stato sempre rifiutato, da coloro che non l’hanno voluto.
Così scrutarsi intorno ed aprirsi ad altri ultimi come lui, come lui frequentatori di quegli abissi, perché l’unione fa la forza anche se si è dei derelitti: un tema caro allo scrittore che l’ha già trattato nei suoi due precedenti romanzi. Un tentativo di affrancarsi dal manicomio, di trovare l’amicizia, perché no qualcosa di simile, innocente, all’amore. Prima che tutto vada a rotoli e ritorni la solitudine, la delusione. Poi ricominciare, ancora una volta, incredibilmente, anche da lì. Trovare la forza. Fare un inventario delle cose buone e di quelle meno buone, non scartarne nessuna, portarsele dietro, deciso finalmente ad iniziare un viaggio, quello della propria vita fuori di lì.
“Sole nero” è il terzo romanzo scritto da Gianluigi Bruni e rappresenta sicuramente la sua opera più matura
“Sole nero” è il terzo romanzo scritto da Gianluigi Bruni e rappresenta sicuramente la sua opera più matura. È il libro dell’equilibrio, per come ne è stata concepita la struttura narrativa e per il linguaggio adoperato, inverosimilmente leggero per le tematiche trattate. Nell’opera prevale il senso della misura e del rispetto, per i personaggi e per il lettore. Eppure queste parole si fanno immaginare ed aiutano chi legge a costruirsi una propria versione visiva del testo.
La verità è che questo libro è un film, perché leggendolo si può tradurre in immagine ogni singola pagina, ogni singola sequenza. Confidiamo che l’autore ne faccia quanto prima una sceneggiatura. Gli auguriamo, chissà, di trovare il modo per produrre questo progetto.
«Fu allora che comprese di essere perfettamente integrato in quel posto che a parole aborriva. Lui ci stava bene in manicomio, non avrebbe mai voluto andarsene: per quanto fosse un luogo di orrori, si trattava di orrori conosciuti, che poteva affrontare e superare, come aveva superato l’elettroshock, le celle d’isolamento, le sevizie dei degenti adulti e degli infermieri. Si ricordava del fastidio, talvolta lo sgomento, che provava portando il vitto al personale di sorveglianza dell’ingresso principale, nei pressi di quel mondo di fuori che sentiva estraneo e ostile, pieno di pericoli ignoti e perciò più terribili di quelli noti dell’ospedale».
Biografia dell’autore
Gianluigi Bruni, Roma 1954, dopo una laurea in filosofia e un diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia, ha lavorato per molti anni nel cinema e in pubblicità, collaborando a vario titolo con registi quali Federico Fellini, Luigi Comencini, Franco Zeffirelli, Dino Risi, Lina Wertmuller, Liliana Cavani e Claudio Caligari. Ha scritto sceneggiature per il cinema e la televisione, fra cui quella di Prendimi e Portami Via, film diretto da Tonino Zangardi. Con Rubbettino ha pubblicato Luce del Nord, il suo primo romanzo segnalatosi, da inedito, al Premio Calvino 2019, seguito da Fiume sacro (2022).
Scheda del libro
Titolo: Sole nero
Autore: Gianluigi Bruni
Editore: Rubbettino
Anno edizione: 2024
Pagine: 200 p.
ISBN: 9788849882209
Prezzo: € 16,00
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Classe 1977, consulente di comunicazione. Vivo fra Roma e l’Umbria. Prima e dopo la laurea sono passato per varie reincarnazioni: sarto, guerrilla marketer, responsabile ufficio stampa nel settore del trasporto aereo, ghost writer. Mi occupo dello sviluppo di progetti editoriali e organizzo festival letterari. Leggo libri, da scrittore sospeso ne scrivo recensioni.

