Al Centro XNL una mostra imponente celebra i 200 anni dalla nascita del pittore livornese Giovanni Fattori, tra naturalismo, guerra e rivoluzione grafica…

Nel bicentenario della nascita di Giovanni Fattori, tra i maggiori protagonisti del movimento dei Macchiaioli, il Centro d’arte contemporanea XNL di Piacenza accoglie una grande mostra che ne racconta la complessità. Giovanni Fattori 1825-1908. Il ‘genio’ dei Macchiaioli, curata da Fernando Mazzocca, Giorgio Marini ed Elisabetta Matteucci, raccoglie 170 opere tra dipinti, disegni e incisioni, restituendo la visione di un artista che ha fatto della pittura un atto etico e civile.
Inaugurata in occasione di una ricorrenza che invita a ripensare il ruolo della pittura nella formazione dell’identità italiana, l’esposizione è promossa dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano. Più che una semplice celebrazione, si tratta di una riflessione su un uomo che ha attraversato le stagioni decisive del nostro Ottocento, interpretandole con una coerenza rara.
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Il realismo come forma di impegno
Fattori non ha dipinto eroi mitici o paesaggi idealizzati. Le sue pennellate larghe, compatte, immerse in una luce cruda e reale, hanno raccontato la verità di contadini, soldati, cavalli, campagne battute dal vento. I suoi quadri rifiutano l’enfasi e abbracciano la quotidianità, con uno sguardo che riesce a essere insieme documentario e poetico.
Al centro della mostra ci sono i suoi paesaggi, nati dalla pratica del dipingere en plein air, e le scene militari, spesso legate alla tragedia della guerra. Accanto a queste, una selezione importante di ritratti e composizioni domestiche arricchisce il profilo di un autore che ha saputo essere insieme cronista e visionario.
La forza silenziosa delle acqueforti
Una sezione fondamentale dell’esposizione è dedicata alla produzione grafica, in particolare alle acqueforti, tecnica nella quale Fattori si cimenta solo in età matura. Questi fogli in bianco e nero, spesso trascurati rispetto ai suoi dipinti più celebri, rivelano invece una sorprendente modernità. Come osserva il curatore Giorgio Marini, le sue incisioni rappresentano una forma di “astrazione fisica”, dove il segno, la luce e persino gli errori diventano parte della poetica.
Qui, la quotidianità, già centrale nelle tele, si fa ancora più essenziale. Il tratto si riduce all’osso, ma non perde potenza espressiva: l’immagine è scarnificata fino a diventare simbolo. È in queste opere minori, forse, che si coglie con maggiore chiarezza la tensione sperimentale di Fattori, il suo desiderio di ridurre la realtà alla sua essenza, senza retorica.
Un dialogo tra secoli e linguaggi
La mostra si chiude con un suggestivo confronto tra le opere del pittore e le fotografie contemporanee del paesaggista tedesco Elger Esser. Un incontro tra visioni e sensibilità diverse, ma accomunate dalla medesima esigenza di catturare la natura in una forma che parli all’oggi.
📍 Info essenziali
- 🖼 Dove: Centro d’arte contemporanea XNL, Piacenza
- 🗓 Quando: fino al 2025 (data da verificare secondo calendario)
- 🎨 Cosa: 170 opere tra dipinti, disegni, incisioni e fotografie
- 👤 A chi è dedicata: Giovanni Fattori (1825–1908)
- 📝 Curatori: Fernando Mazzocca, Giorgio Marini, Elisabetta Matteucci
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

