Nel 1962, durante i lavori di restauro della chiesa di San Francesco a Pisa, scomparve misteriosamente una scultura in marmo raffigurante un angelo…

Nel 1962, durante i lavori di restauro della chiesa di San Francesco a Pisa, scomparve misteriosamente una scultura in marmo raffigurante un angelo. L’opera, attribuita a Nino Pisano, era incastonata in una nicchia laterale e da tempo ignorata dalle guide. La sua sparizione sollevò domande che non hanno mai trovato risposta ufficiale.
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Un’opera dimenticata
L’angelo era alto meno di un metro, con ali spezzate e un volto consunto dal tempo. Non era menzionato nei principali inventari del primo Novecento, ma alcuni storici locali ne avevano scritto negli anni ’30, descrivendolo come “un frammento emotivo del Trecento pisano”. Fu rimosso per precauzione durante i lavori strutturali, ma non fu mai restituito.
Le ipotesi
Si è parlato di furto interno, di scambio non registrato con un museo, di sparizione casuale nei depositi. Tuttavia, non esiste alcun documento che ne attesti l’uscita ufficiale. Alcuni esperti hanno segnalato somiglianze con un angelo comparso in una collezione privata parigina negli anni ’70, ma senza prove conclusive.
Un’assenza che pesa
Oggi, la nicchia è vuota. I restauratori hanno lasciato intatto lo spazio, con una targhetta neutra. Eppure, quell’assenza è diventata una presenza silenziosa: la testimonianza che il patrimonio artistico è fatto anche di perdite non spiegate. L’angelo di Pisa continua a mancare. E forse proprio per questo, a modo suo, resiste.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.
