Dopo aver abbandonato Il viaggio di G. Mastorna nel 1967, Fellini tornò sul personaggio nel 1990 con un soggetto intitolato Il Viaggiatore notturno…

Dopo aver abbandonato Il viaggio di G. Mastorna nel 1967, Fellini tornò sul personaggio nel 1990 con un soggetto intitolato Il Viaggiatore notturno: stessa figura smarrita fra vivi e morti, ma ambientata in una Roma di periferia, popolata da lampioni impazziti e autobus senza autista.
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La produzione fantasma
Federico Fellini presentò il progetto a Cinecittà e a due partner francesi. I sopralluoghi iniziarono, ma la salute instabile del regista e la perplessità dei finanziatori sulle scenografie digitali (allora pionieristiche) bloccarono l’operazione. Alla morte di Fellini nel 1993, restavano un trattamento dettagliato e alcuni bozzetti di Danilo Donati.
Eredità cartacea
Il soggetto è oggi conservato alla Fondazione Fellini di Rimini. Vi compaiono taxi subacquei, violini accordati al contrario, treni che ripartono all’indietro. Immagini che riecheggiano ne La voce della luna, ultimo film effettivamente realizzato, come residui di un viaggio mai partito.
Un film che continua
Disegnatori e sceneggiatori studiano quelle carte come laboratorio di surrealismo. Il Viaggiatore notturno non esiste, ma è forse la sceneggiatura più citata del cinema non girato italiano: un set invisibile che continua a lampeggiare.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

