Mer. Mag 27th, 2026

Il silenzio di Lampedusa nei pastelli di Carlo Levi

Nel 1951, Carlo Levi sbarcò a Lampedusa per pochi giorni. Era inviato di un settimanale, ma portava con sé carta e pastelli a olio…

Nel 1951, Carlo Levi sbarcò a Lampedusa per pochi giorni. Era inviato di un settimanale, ma portava con sé carta e pastelli a olio. Le sue impressioni visive non furono mai raccolte in un volume: solo fogli sparsi, oggi conservati a Torino, in cui l’isola si dissolve in grigi e sabbia.

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Un paesaggio quasi astratto

Le case sembrano macchie, i profili umani sono contorni vuoti, gli scogli sfumano nell’indistinto. Levi non cercava esattezza ma evocazione: voleva restituire l’essenza di un luogo dove la bellezza era solitudine. Lampedusa, nel suo tratto, non è mare: è soglia.

Un testamento visivo

I disegni furono esposti solo una volta, nel 1986. Mai più pubblicati. Ma chi li ha visti li descrive come silenzi colorati. Lampedusa diventa, nelle sue mani, un’isola dell’anima. Levi la ritrasse non per ricordarla, ma per farla sparire con dignità.

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