Nel 1993, un gruppo di sviluppatori italiani, coordinati da un centro di ricerca didattica universitario, iniziò a lavorare a un software interattivo intitolato Futurismo 1910…

Nel 1993, un gruppo di sviluppatori italiani – coordinati da un centro di ricerca didattica universitario – iniziò a lavorare a un software interattivo intitolato Futurismo 1910. Doveva essere distribuito nelle scuole secondarie, con il supporto del Ministero della Pubblica Istruzione.
Scopri gli altri articoli della rubrica Pixel e pennelli su Uozzart.com
Avanguardie in 16 bit
Il progetto prevedeva percorsi esplorativi tra opere di Balla, Carrà e Marinetti, con sezioni su cinema, pittura e poesia visuale. L’utente poteva navigare in uno scenario “urbano dinamico”, ispirato a La città che sale di Boccioni, dove ogni clic apriva una finestra su immagini, suoni e testi.
Un fallimento senza colpa
Nonostante il prototipo funzionante, nessuno distribuì ufficialmente il programma. Mancava il supporto tecnologico nelle scuole. E l’interfaccia – pionieristica ma instabile – fu giudicata “poco comprensibile” da alcuni ispettori scolastici. Il software venne accantonato e archiviato.
Una corsa che si è fermata
Oggi ne sopravvive una copia, in un CD-ROM custodito presso un archivio universitario. Funziona solo su vecchie versioni di Windows. È un esempio precoce di didattica immersiva, ispirata all’avanguardia che più di tutte ha cercato il movimento. Un gioco fermo, su un’arte che correva.
Appassionato/a di arte, spettacolo e cultura? Segui le nostre pagine Facebook, X, Google News e iscriviti alla nostra newsletter
Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

