Gli atti del Capitolo di Sansepolcro del 1680 parlano di un «San Giuliano ospitaliere» di Piero della Francesca dipinto nella cappella dell’ospedale cittadino…

Gli atti del Capitolo di Sansepolcro del 1680 parlano di un «San Giuliano ospitaliere» di Piero della Francesca dipinto nella cappella dell’ospedale cittadino. Ne restano un disegno preparatorio agli Uffizi e una copia a olio settecentesca.
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La notte della scossa
Il 14 gennaio 1703 un sisma devastò l’Appennino umbro-marchigiano. A Sansepolcro crollò la navata dell’antico ospedale: muri, volte, altari. Testimoni dell’epoca descrivono «polvere e calce che inghiottirono il dipinto di Piero». Non fu mai recuperato.
Studi a distanza
Nel XIX secolo Gaetano Milanesi tentò di ricostruire l’immagine attraverso la copia e il disegno: un giovane cavaliere porge al viandante il mantello, sfondo di architettura rinascimentale. L’opera, se esistesse ancora, chiuderebbe la trilogia caritativa avviata ad Arezzo.
La memoria delle rovine
Chi visita oggi la piccola piazza dove sorgeva l’ospedale trova solo una pietra incisa che ricorda il terremoto. Eppure, nelle monografie di Piero, quel San Giuliano fantasma occupa ancora spazio: un quadro inesistente che continua a nutrire la ricerca, prova vivente che anche la perdita genera conoscenza.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

