Nel 2004 la Soprintendenza di Verona ispezionò una villa settecentesca a San Bonifacio, disabitata da decenni. Sotto intonaci scrostati emerse un soffitto affrescato con figure allegoriche, firmato «G. B. Tiepolo, 1742».

Nel 2004 la Soprintendenza di Verona ispezionò una villa settecentesca a San Bonifacio, disabitata da decenni. Sotto intonaci scrostati emerse un soffitto affrescato con figure allegoriche, firmato «G. B. Tiepolo, 1742».
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Un’opera inedita
La scena mostra Allegoria dell’Aurora: cavalli bianchi lanciati, un giovane che sparge fiori, un cielo rosato. Il tocco, veloce e luminoso, coincide con il Tiepolo veneziano di metà carriera. Nessun documento menzionava la committenza, forse privata e mai registrata.
Vincoli e restauri
La villa è in vendita; il soffitto vincolato. Il restauro preliminare ha consolidato la pellicola pittorica, ma mancano fondi per esposizione pubblica. Per ora, le visite avvengono su richiesta e il dipinto non figura nei cataloghi generali dell’artista.
Un futuro incerto
Lo stato di conservazione è buono, ma l’opera vive in equilibrio precario tra mercato immobiliare e tutela. È un Tiepolo sconosciuto che potrebbe cambiare la cronologia degli affreschi veronesi, ma che attende un acquirente disposto a salvarlo. Un capolavoro sospeso tra oblio e rinascita.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.
