L’ottava edizione del VerticalMovie Festival alla Casa del Cinema il 4 ottobre, con cinque sezioni di concorso, retrospettive e un forte impegno sociale e ambientale

È stata presentata a Palazzo Valentini a Roma l’ottava edizione del VerticalMovie Festival, il primo evento internazionale dedicato agli audiovisivi in formato verticale. Nato nel 2018 da un’idea di Salvatore Marino, il festival si fonda sulla convinzione che il linguaggio del digitale non sia soltanto uno strumento di visione, ma una nuova forma di narrazione che ha saputo anticipare i tempi e le trasformazioni culturali.
Una grammatica visiva del presente
Il direttore artistico Marino ha sottolineato come il video verticale rappresenti ormai una grammatica visiva riconosciuta, capace di raccontare le trasformazioni sociali legate alla mobilità, alla connessione istantanea e all’ibridazione tra esperienza fisica e digitale. La verticalità, ha ricordato, è da sempre parte dello sguardo umano, dalle finestre alle cornici architettoniche, e lo smartphone non ha inventato nulla di nuovo ma ha riportato questa prospettiva al centro della percezione contemporanea.
Sostenibilità e simboli del festival
Tra le novità di quest’anno figura una mascotte che richiama il tema della sostenibilità ambientale. I premi del festival assumono la forma di giraffe, considerate gli animali più verticali al mondo, realizzate attraverso stampa 3D con polimeri vegetali biodegradabili. Una scelta che rafforza l’identità green di una manifestazione da sempre attenta a conciliare innovazione artistica e rispetto per l’ambiente.
Il sostegno delle istituzioni
Il Comune di Roma, tramite Zetema, e la Città Metropolitana hanno garantito il proprio supporto riconoscendo al festival un valore culturale e sociale. In conferenza stampa la consigliera Tiziana Biolghini ha posto l’accento sulla possibilità di utilizzare il VerticalMovie come strumento per contrastare fenomeni disgreganti come il bullismo, favorendo al contrario processi di integrazione e di educazione condivisa. Il cellulare, ha detto, può trasformarsi da strumento di isolamento e violenza in mezzo creativo e costruttivo se inserito in un contesto educativo e comunitario.
Le sezioni in concorso
L’edizione 2025 propone cinque aree tematiche che spaziano dall’ecologia e dalla sostenibilità ai diritti umani e alle fragilità sociali, dalla musica al tema libero, fino a una sezione interamente riservata alle opere realizzate con l’ausilio dell’intelligenza artificiale. A decretare i vincitori, la giuria presieduta da Silvia Scola, che assegnerà anche i riconoscimenti per la miglior regia, la sceneggiatura, la fotografia, il montaggio, la colonna sonora originale e il miglior soggetto, oltre al premio assoluto per l’opera che meglio rappresenterà lo spirito del VerticalMovie.
Retrospettive e incontri
Il programma del festival non si limita al concorso ma comprende anche una retrospettiva delle opere più rappresentative delle edizioni passate. Il pomeriggio che precederà la cerimonia di premiazione sarà arricchito da incontri con protagonisti del cinema italiano come Edoardo Pesce, Michela Volpato e Valentina Mancuso, oltre a un panel sull’intelligenza artificiale che coinvolgerà figure istituzionali e professionisti del settore audiovisivo.
Una piattaforma per nuovi linguaggi
Il VerticalMovie Festival, fedele al formato 9/16, si conferma come un laboratorio internazionale capace di dare visibilità a nuove voci e di affrontare temi centrali del nostro tempo attraverso un linguaggio innovativo. L’edizione 2025 riafferma il ruolo della manifestazione come osservatorio privilegiato su estetiche e narrazioni nate dal digitale, con l’obiettivo di trasformare la verticalità in uno strumento per comprendere meglio il presente.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

