All’Auditorium Parco della Musica Damiano David presenta il suo progetto solista: una scaletta che alterna introspezione e pura energia, tra brani originali e rivisitazioni d’autore

Dopo il debutto milanese, Damiano David arriva a Roma per due date consecutive all’Auditorium Parco della Musica, l’11 e il 12 ottobre. I concerti segnano il ritorno dell’artista nella sua città, questa volta come solista, in un percorso che segue l’uscita del suo primo album e anticipa le tappe internazionali del tour.
Le esibizioni romane assumono il valore simbolico di un nuovo inizio: uno spazio personale in cui l’ex frontman dei Måneskin ridefinisce la propria identità artistica, lontano dalle dinamiche di band ma vicino al pubblico che lo ha seguito fin dagli esordi.
Orario e aspettative
Lo show ha orario di inizio fissato per le 21:00. Pur senza annunci ufficiali da parte dell’artista, le anticipazioni raccolte dai concerti europei indicano un equilibrio tra il repertorio del suo ultimo album solista e alcune cover che hanno caratterizzato le esibizioni precedenti.
La possibile scaletta
Sul palco milanese potrebbero risuonare — in ordine tentativo — i seguenti brani:
- Born With a Broken Heart
- The First Time
- Mysterious Girl
- Voices
- Cinnamon
- Nothing Breaks Like a Heart (cover Mark Ronson)
- Talk To Me
- Perfect Life
- Next Summer
- Sick Of Myself
- The Bruise
- Tangerine
- Zombie Lady
- Tango
- Angel
- Over
- Mars
- The First Time (reprise)
- Naked / Solitude (No One Understands Me)
In alcune versioni, è prevista la presenza di cover aggiuntive come Locked Out of Heaven o Sex on Fire come varianti alternative nelle serate.
Il mix tra originali e omaggi
La scaletta enfatizza il nucleo del progetto solista di Damiano, con brani come Next Summer e Voices, ma non trascura l’elemento interpretativo: cover internazionali e riprese di classici consentono di espandere il dialogo con il pubblico e rinnovare l’esperienza live.
Il valore narrativo della scaletta
Dietro l’ordine delle canzoni sembra esserci una costruzione pensata per alternare momenti introspettivi e fasi di maggiore impatto. L’uso di reprise e pezzi più riflessivi mira a scandire il ritmo emotivo dello spettacolo, sospeso tra introspezione e spettacolarità.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

