Una mostra a Bologna racconta la vita ordinaria con rigore cinematografico e precisione visiva con gli scatti di Jeff Wall. Un viaggio tra realismo e costruzione dell’immagine che indaga il lavoro, la casa e la sopravvivenza

La mostra Living, Working, Surviving, ospitata alla Fondazione MAST di Bologna dal 7 novembre all’8 marzo, riunisce ventotto fotografie realizzate da Jeff Wall tra il 1980 e il 2021. Curata da Urs Stahel, l’esposizione propone un percorso che attraversa oltre quarant’anni di ricerca, mettendo in dialogo opere iconiche e lavori recenti. L’allestimento costruisce un itinerario coerente, dove ogni immagine si confronta con il tema della vita quotidiana: abitare, lavorare, sopravvivere.
Temi e visione
Jeff Wall osserva il mondo ordinario con sguardo analitico. Le sue fotografie raffigurano momenti apparentemente spontanei — una pausa in strada, un interno domestico, un gruppo di passanti — ma sono in realtà ricostruzioni minuziose. La messa in scena non serve a falsificare la realtà, ma a mostrarla nella sua struttura più profonda: nei rapporti di classe, nei gesti minimi, nei dettagli che definiscono la condizione umana. La tensione tra realismo e artificio è ciò che rende il suo linguaggio riconoscibile.
Tecnica e linguaggio
Sin dagli anni Ottanta, Wall utilizza lightbox retroilluminati che conferiscono alle sue immagini una luminosità quasi pittorica. A partire dal 1997, introduce il bianco e nero, come contrappunto al colore e come riflessione sulla memoria visiva della fotografia. Le sue composizioni, spesso ispirate alla pittura classica, si costruiscono attraverso un equilibrio rigoroso tra figure, spazi e luce. Ogni elemento è controllato, eppure l’immagine mantiene un’apparente naturalezza, come se fosse frutto di un incontro fortuito.
Contesto e percorso
L’esposizione si inserisce all’interno della settima edizione di Foto/Industria, la biennale bolognese dedicata alla fotografia industriale e al lavoro. Il tema di quest’anno è la casa, intesa come spazio fisico e simbolico.
In questo contesto, le opere di Wall assumono un valore particolare: mostrano luoghi familiari ma distanti, intimi e al tempo stesso sociali, capaci di restituire la complessità della vita contemporanea.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

