Una grande mostra a Roma organizzata da Gruppo Ferrovie dello Stato racconta il percorso del trasporto ferroviario nazionale, tra società, territorio e innovazione

Nel 2025 il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane compie 120 anni. Per celebrare l’anniversario è stata inaugurata a Roma la mostra “Le ferrovie d’Italia (1861-2025). Dall’Unità nazionale alle sfide del futuro”, allestita nella Sala Zanardelli e nel Giardino Grande del Vittoriano. L’esposizione non si limita a una rievocazione storica, ma intende raccontare il ruolo delle ferrovie nella costruzione dell’Italia contemporanea, mettendo in relazione la crescita infrastrutturale con i cambiamenti sociali ed economici del Paese.
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Dall’Unità d’Italia alle sfide della modernità
Il percorso espositivo segue una scansione cronologica che parte dal 1861, anno dell’unificazione nazionale, e arriva ai giorni nostri. Si attraversano le fasi della nascita delle reti regionali, la creazione di un sistema nazionale, la ricostruzione del dopoguerra, il boom economico e la stagione dell’alta velocità. Le sezioni più recenti si concentrano invece sui temi dell’innovazione tecnologica, della sostenibilità e della digitalizzazione, mostrando come il trasporto ferroviario resti un asse portante della mobilità collettiva.
Il ruolo del Gruppo FS nella trasformazione del Paese
Il racconto non si limita ai treni o alle infrastrutture: il vero protagonista è il rapporto tra le Ferrovie e la società italiana. Il sistema ferroviario ha accompagnato le migrazioni interne, ha sostenuto lo sviluppo urbano e ha contribuito alla coesione economica del territorio. La mostra sottolinea anche la dimensione pubblica e collettiva del trasporto, ponendo l’accento sul valore del servizio come strumento di integrazione tra regioni e comunità diverse.
Una mostra tra storia e futuro
La mostra è visitabile dal 7 novembre 2025 all’11 gennaio 2026. L’allestimento, distribuito tra la Sala Zanardelli e il Giardino Grande del Vittoriano, unisce documenti storici, fotografie d’epoca, installazioni multimediali e opere d’arte. Il percorso consente di leggere l’evoluzione delle ferrovie non come semplice cronaca tecnica, ma come parte integrante del processo di modernizzazione nazionale.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

