Last Updated on 11/11/2025
Dal 28 al 30 novembre 2025 la quindicesima edizione del Video Sound Art Festival porta la video-arte e il suono nei sotterranei della Stazione Centrale di Milano. Un percorso immersivo che riflette sul concetto di trasformazione e sull’uso creativo degli spazi urbani

Dal 28 al 30 novembre 2025 la Stazione Centrale di Milano ospita la quindicesima edizione del Video Sound Art Festival, intitolata Never Ground. Per la prima volta il festival si svolge nei tunnel sotterranei della stazione, trasformandoli in un luogo di sperimentazione artistica. L’obiettivo è indagare il potenziale espressivo di spazi non convenzionali, restituendo al pubblico una visione diversa della città.
Temi e linguaggi dell’edizione
L’edizione 2025 si concentra sui concetti di metamorfosi e contaminazione tra i linguaggi visivi e sonori. Le opere, che spaziano dalla video-arte all’installazione sonora, riflettono sull’idea di “sottosuolo” come luogo simbolico di passaggio e rinascita. Il tunnel diventa così un ambiente in cui luce, suono e movimento si fondono in un’esperienza immersiva, capace di modificare la percezione dello spazio.
La struttura dell’evento
Durante le tre giornate del festival sono previste esposizioni, performance e incontri aperti al pubblico. Gli artisti coinvolti propongono lavori che invitano alla partecipazione e alla riflessione, creando un dialogo diretto con i visitatori. Accanto alle opere, sono in programma talk e workshop che approfondiscono i processi creativi e le relazioni tra arte, tecnologia e paesaggio urbano.
Significato urbano e culturale
Portare un festival d’arte nei sotterranei di una grande stazione non è solo una scelta logistica, ma anche una dichiarazione di intenti. L’arte scende fisicamente “sotto terra” per incontrare il flusso quotidiano dei passanti, ridefinendo il ruolo dello spazio pubblico come terreno di espressione e confronto. In questo modo, la stazione diventa un crocevia non solo di corpi in transito, ma di visioni contemporanee.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

