Mer. Mag 27th, 2026

Hokusai a Roma, la grande mostra a Palazzo Bonaparte con oltre 200 opere

La genialità artistica di Katsushika Hokusai in mostra a Treviso
La genialità artistica di Katsushika Hokusai in mostra a Treviso

Palazzo Bonaparte ospita a Roma la più completa mostra mai dedicata in Italia a Katsushika Hokusai, il maestro giapponese che ha segnato in modo profondo la storia dell’immagine moderna

Oltre 200 opere, insieme a libri rari e oggetti della cultura giapponese, ricostruiscono il percorso di un artista che ha trasformato il paesaggio, il movimento e la vita quotidiana in un linguaggio visivo destinato a influenzare anche l’Occidente.

Un grande progetto dedicato a Hokusai

Palazzo Bonaparte apre le porte a una mostra di rilievo internazionale dedicata a Katsushika Hokusai, protagonista assoluto della stagione artistica del periodo Edo. L’esposizione romana porta al centro uno degli autori più riconoscibili e influenti della cultura visiva giapponese, capace di attraversare i secoli e di restare un riferimento anche nel presente.

Oltre 200 opere dal Museo Nazionale di Cracovia

Il nucleo principale della mostra è formato da oltre 200 opere provenienti dal Museo Nazionale di Cracovia, che presta eccezionalmente per la prima volta in Italia una parte così ampia della propria collezione. Il progetto assume così il valore di una grande monografica costruita attorno a un insieme di lavori che permette di leggere in modo organico il percorso del maestro.

Dalla Grande Onda ai Manga

Il percorso riunisce alcuni dei cicli più noti di Hokusai e le immagini che ne hanno definito la fortuna internazionale. Dalle Trentasei Vedute del Monte Fuji alla celebre Grande Onda di Kanagawa, fino ai Manga, la mostra mette in fila opere che hanno inciso sull’immaginario collettivo ben oltre i confini del Giappone. Accanto ai capolavori più conosciuti emergono anche lavori utili a cogliere l’ampiezza della sua ricerca e la continuità del suo sguardo.

Il paesaggio e la centralità dell’uomo

Uno degli aspetti più interessanti della mostra riguarda la lettura dell’opera di Hokusai attraverso il rapporto tra natura e presenza umana. Nelle sue immagini il paesaggio non è mai un fondale immobile o puramente decorativo. Il Monte Fuji, pur restando costante, spesso arretra sullo sfondo, mentre in primo piano compaiono gesti, architetture, animali, strade e frammenti della vita comune. È in questo equilibrio che si misura la capacità dell’artista di tenere insieme monumentalità e osservazione del quotidiano.

L’acqua come forma, ritmo e invenzione

Accanto al paesaggio, l’altro grande tema che attraversa il percorso è l’acqua. Non soltanto nella Grande Onda, qui presentata in una delle prime tirature, ma anche nelle tavole di Un viaggio tra le cascate di varie province, Hokusai osserva l’acqua come materia in continuo mutamento. La rende forza, superficie, vortice, spruzzo, energia. Il risultato è un lessico visivo di straordinaria precisione, in cui il movimento nasce dal controllo assoluto del segno.

L’ironia e il “Vecchio Pazzo per la Pittura”

La mostra restituisce anche un aspetto meno prevedibile della personalità di Hokusai: l’ironia. Ne è esempio il surimono Autoritratto come pescatore, dove l’artista interviene sulla propria immagine con leggerezza e libertà. Questa vena convive con una concezione severa e inesauribile del lavoro artistico, inteso come studio continuo, osservazione e perfezionamento. Non è un caso che molti dei suoi lavori più celebri arrivino in età avanzata, quando ormai Hokusai si firma spesso “Gakyō rōjin”, il “Vecchio Pazzo per la Pittura”.

Non solo stampe: libri rari, oggetti e costumi

L’esposizione si allarga oltre le opere del maestro e presenta più di 180 pezzi tra libri rari e oggetti giapponesi. Laccature, smalti cloisonné, accessori da viaggio, armature, elmi, spade, strumenti musicali e costumi tradizionali accompagnano il percorso e ne ampliano il contesto. Il risultato è una lettura più ampia del Giappone ottocentesco, in cui arte, vita quotidiana e spiritualità entrano in dialogo.

Il dialogo con l’Occidente

Il progetto mette in evidenza anche l’impatto esercitato da Hokusai sull’arte occidentale. Le sue opere hanno influenzato profondamente lo sguardo europeo, lasciando tracce riconoscibili nella pittura di Monet, Van Gogh e nel clima che porterà alle nuove visioni della modernità. Il suo lavoro ha inciso sul modo di pensare il paesaggio, l’inquadratura e la costruzione dell’immagine, diventando un punto di contatto duraturo tra Oriente e Occidente.

Il contributo delle fotografie di Felice Beato

A completare il percorso c’è anche uno sguardo sul Giappone dell’Ottocento affidato alle fotografie di Felice Beato, tra i primi a documentare il Paese dopo l’apertura all’Occidente. Le immagini, presentate in un video dedicato, restituiscono città, paesaggi e scene di vita quotidiana che dialogano idealmente con l’universo visivo di Hokusai e ne ampliano il contesto storico.

Una mostra che guarda anche alla didattica

La mostra include infine un percorso didattico pensato per accompagnare il visitatore dentro gli aspetti tecnici della produzione di Hokusai e dei suoi allievi. La stampa, il disegno, la serialità e i procedimenti artistici entrano così nel racconto espositivo non come semplice supporto, ma come parte integrante della comprensione dell’opera.

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