Una retrospettiva di oltre duecento opere al Palazzo delle Papesse ripercorre il percorso creativo di Armando Testa, grande maestro della comunicazione visiva, tra pubblicità, arte e sperimentazione…

Dal 21 novembre 2025 al 3 maggio 2026 il Palazzo delle Papesse di Siena ospita “Armando Testa. Cucù Tetè”, una delle più ampie rassegne dedicate al celebre artista e pubblicitario torinese. Il progetto espositivo riunisce circa duecento opere tra manifesti, sculture, dipinti, installazioni e materiali audiovisivi, offrendo una panoramica estesa sulla sua produzione visiva.
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L’artista e il suo ruolo nella comunicazione italiana
Armando Testa è considerato una figura chiave nell’evoluzione della comunicazione visiva del Novecento. Accanto alla sua attività pubblicitaria, che ha segnato l’immaginario collettivo italiano, ha condotto una ricerca artistica autonoma, fondata su sperimentazione, ironia e costruzione di immagini essenziali e immediate.
Il percorso espositivo
La mostra mette in relazione le icone della pubblicità ideate da Testa — dal Punt e Mes a Carmencita e Caballero, fino a Pippo l’ippopotamo azzurro — con opere meno note ma cruciali per comprendere la sua poetica. Bozzetti, opere pittoriche, modelli e animazioni evidenziano il suo interesse per il potere dell’immagine come meccanismo di sintesi e cortocircuito comunicativo.
Una lettura aggiornata della sua ricerca
L’allestimento sottolinea la volontà di andare oltre l’immagine di Testa come “solo” pubblicitario, restituendo la complessità di un autore che ha usato la comunicazione come laboratorio creativo. La rassegna intende mostrare come la sua produzione superi la dimensione commerciale per collocarsi in un ambito artistico a pieno titolo.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

