Dipinta da Gustave Courbet nel 1866, l’opera L’origine du monde rimase nascosta per un secolo tra collezionisti, cornici scorrevoli e ammonimenti di censura…

Dipinta da Gustave Courbet nel 1866, l’opera rimase nascosta per un secolo tra collezionisti, cornici scorrevoli e ammonimenti di censura. La sua storia riflette lo scontro fra desiderio, morale e mercato.
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Un taglio senza precedenti
Courbet ritrae il nudo femminile frontalmente, senza volto né contesto. L’immagine rompe il codice accademico che voleva il corpo idealizzato e distaccato. Il committente, un diplomatico ottomano, la teneva in uno studio privato, mostrandola solo ad amici selezionati.
Il gioco delle porte
Negli anni Settanta dell’Ottocento il quadro passa di mano e viene incernierato dietro una tela più innocente: un paesaggio bucolico basta a occultarlo. Basta sollevare il pannello e la verità appare, come in un teatro muto. Questa doppia identità accompagnerà l’opera fino al Novecento.
Scandali, sequestri e ritorni
Tra la Terza Repubblica e l’Occupazione tedesca il dipinto viaggia di deposito in deposito, sfugge a perquisizioni, viene classificato come osceno e quindi sottratto al pubblico. Solo nel 1995 il Musée d’Orsay lo espone integralmente: le polemiche riaffiorano, ma il dibattito si sposta sulla libertà dell’arte.
Il presente di un tabù
Oggi la tela è fra le più fotografate di Parigi, eppure resta un banco di prova per chi la osserva. Nei social, le piattaforme oscurano ancora la sua riproduzione; nei saggi, studiosi e psicanalisti cercano di decifrarne la potenza. L’opera, pensata per una stanza chiusa, è diventata un termometro pubblico del nostro rapporto con il corpo.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

