Una partitura scritta da Luigi Nono per essere quasi impercettibile. Un esperimento sonoro realizzato solo una volta, e mai ripreso in pubblico

Nel 1983, Luigi Nono scrisse Frammenti da Prometeo, un’estensione minima del suo più celebre lavoro teatrale. In questa versione da camera, composta per due violini e nastro magnetico, il suono è ridotto quasi al nulla.
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Tempo dilatato
Le note sono isolate, distanti. Il violino tace più di quanto suoni. Il nastro introduce frammenti elettronici trattati, appena percettibili. L’ascoltatore deve tendere l’orecchio. L’intero pezzo è un invito all’ascolto attivo.
Una prima dimenticata
Fu eseguito una sola volta a Venezia, in una sala piccola, con ingresso limitato. Nono la chiamava “esperienza aurale”. Nessuna incisione fu autorizzata. La partitura è custodita dalla Fondazione Archivio Luigi Nono, ma non è in catalogo.
Musica che scompare
È uno dei tentativi più estremi di far coincidere silenzio e suono. Una musica che si nasconde, invece di esibirsi. Che scompare nell’aria come una memoria.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

