Ven. Apr 3rd, 2026

“Doppia Uso Singola”: Colapesce fotografo a Parma con una mostra tra hotel e memoria

“Doppia Uso Singola”: Colapesce fotografo a Parma con una mostra tra hotel e memoria
“Doppia Uso Singola”: Colapesce fotografo a Parma con una mostra tra hotel e memoria

Dal 23 gennaio al 1° marzo 2026 Colapesce presenta a Parma la sua prima personale fotografica, ospitata nello spazio di Borgo delle Colonne 28

Colapesce, pseudonimo di Lorenzo Urciullo, affianca alla musica un percorso parallelo nella fotografia. La sua prima personale, intitolata “Doppia Uso Singola”, arriva a Parma nello spazio espositivo di Borgo delle Colonne 28, con apertura dal 23 gennaio al 1° marzo 2026. Il progetto viene presentato non come una mostra “sulla fotografia”, ma come una mostra di fotografie: un dettaglio che mette al centro le immagini, senza costruire attorno un racconto didascalico.

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Un lavoro nato in tour, senza un vero intento dichiarato

Il nucleo del lavoro nasce da un gesto ripetuto nel tempo. Da circa quindici anni Urciullo fotografa le camere d’albergo in cui soggiorna durante i tour. Non si tratta di un diario tradizionale né di una documentazione sistematica pensata per essere esposta: l’abitudine, raccontata come istintiva, si è trasformata in un archivio. Ed è proprio quell’accumulo, cresciuto tappa dopo tappa, a diventare materia di una mostra.

Circa 200 scatti per raccontare un universo privato

L’esposizione riunisce circa 200 fotografie, selezionate per ricomporre un percorso coerente dentro un materiale nato in modo frammentario. L’insieme guarda a un’idea di intimità non spettacolarizzata: stanze anonime, oggetti lasciati fuori posto, dettagli che parlano di passaggi rapidi e di tempi morti. La fotografia, qui, non si propone come prova di un’esperienza, ma come traccia personale, un modo di registrare la realtà senza alzare la voce.

La selezione delle immagini e il passaggio dallo schermo alla parete

Il lavoro di scelta degli scatti è stato seguito dalla gallerista Patricia Armocida, che ha individuato un potenziale espositivo nelle fotografie pubblicate nel tempo sui social dall’artista. Il passaggio dall’immagine “di flusso” alla stampa è uno degli snodi del progetto: la stessa foto cambia peso quando esce dalla sequenza quotidiana e viene isolata, ordinata, messa in relazione con altre.

D.U.S.: la catalogazione delle camere d’albergo

Una delle tre serie che compongono “Doppia Uso Singola” è “D.U.S.”, sigla che rimanda direttamente al titolo. Qui l’archivio delle camere diventa un esercizio di catalogazione: variazioni su uno schema ripetuto, tra letti rifatti, luci fredde, moquette, bagni piccoli, televisori accesi senza motivo. La serialità non è un effetto estetico, ma il risultato di una pratica: attraversare luoghi pensati per essere uguali e registrare, dentro quella somiglianza, le minime differenze.

“Teresa e Anna”: due case una di fronte all’altra

La seconda serie, “Teresa e Anna”, sposta l’attenzione dal transito alla radice. È dedicata alla nonna e alla prozia di Colapesce e ritrae le loro case, una di fronte all’altra: simili per struttura, diverse nei dettagli. Il tema non è la nostalgia, ma il modo in cui gli spazi domestici assorbono identità e abitudini. In queste immagini la memoria non è un racconto dichiarato: emerge dalle cose, dalle stanze, dalle presenze che si intuiscono anche quando non sono in campo.

“Giorni sfiniti”: la Sicilia osservata da dentro

La terza serie, “Giorni sfiniti”, torna in Sicilia ma evita l’immagine-cartolina. Sono fotografie più intime e simboliche, che mostrano luoghi e atmosfere con lo sguardo di chi li conosce davvero e non deve spiegarli. La Sicilia appare come un territorio mentale prima ancora che geografico: luce dura, margini, interni, strade secondarie. Un racconto in sottrazione, dove il riconoscimento conta più della descrizione.

Piccolo formato e solitudine trattata con ironia

Le fotografie sono presentate in piccolo formato, scelta che spinge a guardare da vicino e riduce la tentazione della “grande immagine” risolutiva. Nel percorso ritorna un tema costante: la solitudine non come posa, ma come condizione pratica legata al viaggio, alla pausa, all’attesa. E in più punti lo sguardo si concede un’ironia asciutta, soprattutto quando si ferma su ciò che nelle stanze d’albergo sembra inutile o provvisorio, ma finisce per diventare familiare.

Apertura e inaugurazione con l’artista

“Doppia Uso Singola” apre a Parma il 23 gennaio 2026 e resta visitabile fino al 1° marzo. L’inaugurazione è prevista venerdì alle 18:30, con la presenza dell’artista. Una mostra che intercetta un tema contemporaneo senza dichiararlo: la vita in movimento, la ripetizione dei luoghi, la necessità di fissare qualcosa anche quando non si sa bene cosa.

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