Last Updated on 28/01/2026
Nel 1943, durante i bombardamenti su Roma, andò distrutto un archivio che conteneva, tra le altre cose, un dattiloscritto inedito di Luigi Pirandello, “L’abito marrone”, affidato al figlio Stefano…

Nel 1943, durante i bombardamenti su Roma, andò distrutto un archivio che conteneva, tra le altre cose, un dattiloscritto inedito di Luigi Pirandello, affidato al figlio Stefano. Il racconto, mai pubblicato, portava il titolo L’abito marrone.
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Una storia sottile
Dai ricordi del figlio sappiamo che la novella narrava di un sarto che cuciva abiti per i defunti. La sua bottega era frequentata da personaggi bizzarri, e un giorno riceveva una richiesta dal proprio doppio. Pirandello vi mescolava ironia e inquietudine.
La perdita
Il testo era stato conservato in una cartella senza copia. Dopo il bombardamento, non fu più rintracciato. Alcuni frammenti furono trascritti a memoria da amici, ma nulla di certo sopravvive. La critica lo colloca tra le ultime prove narrative, dopo Uno, nessuno e centomila.
Il racconto che manca
Quel racconto – mai letto – resta evocato nei saggi e nelle biografie. Un Pirandello più onirico, quasi kafkiano, che avrebbe potuto aprire nuove direzioni nella sua narrativa breve. Una voce assente, ma ancora immaginata.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

