La mostra “Una finestra punteggiata di gocce di pioggia” porta a Palazzo Pallavicini una selezione di immagini e materiali di Saul Leiter, uno dei protagonisti della fotografia urbana americana
Dal 5 marzo al 19 luglio 2026 Palazzo Pallavicini a Bologna ospita una mostra dedicata a Saul Leiter, fotografo e pittore statunitense la cui opera ha segnato profondamente la fotografia urbana e di moda del secondo Novecento. L’esposizione, curata da Anne Morin e promossa da Vertigo Syndrome in collaborazione con diChroma photography e la Saul Leiter Foundation, esplora le molteplici sfaccettature del suo lavoro in un percorso espositivo articolato.
Contenuto dell’esposizione
La mostra, intitolata Una finestra punteggiata di gocce di pioggia, riunisce un vasto insieme di materiali: 126 fotografie in bianco e nero, 40 a colori, 42 dipinti, riviste originali dell’epoca e un documento filmico. Le opere comprendono sia stampe vintage che lavori successivi, inclusi scatti di moda realizzati per importanti testate come Harper’s Bazaar.
Il percorso narrativo e stilistico
L’allestimento è concepito come un’esperienza partecipativa. Le sezioni espositive sono organizzate per stimolare l’osservazione attiva. E invitano i visitatori a confrontarsi con i principali elementi caratteristici dello sguardo di Leiter — riflessi, trasparenze, inquadrature non convenzionali. Questo approccio mette in evidenza il modo in cui il fotografo trasformava la quotidianità in immagini di forte impatto visivo e riflessivo.
Saul Leiter: sguardo e influenza
Saul Leiter, scomparso nel 2013, è riconosciuto per aver sviluppato un linguaggio visivo personale, distante dalle tendenze documentarie dominanti nella sua epoca. La sua opera coniuga sensibilità pittorica e intuizioni fotografiche, con fotografie in cui dettagli urbani apparentemente ordinari diventano elementi di composizione poetica.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

