Al Museo d’Arte Lercaro un’esposizione esplora il significato simbolico e culturale del pane attraverso le opere di tre artisti contemporanei, proponendo una visione che va oltre l’oggetto materiale
La mostra Fractio Panis debutterà giovedì 26 febbraio 2026 al Museo d’Arte Lercaro di Bologna e sarà visitabile fino al 24 maggio. Il progetto, curato da Giovanni Gardini, ha l’obiettivo di stimolare una riflessione sul valore del pane come elemento centrale dell’esperienza umana, sia nella dimensione quotidiana sia in quella spirituale.
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Temi centrali dell’allestimento
L’esposizione mette in scena il pane non solo come alimento, ma anche come simbolo carico di significati. Alla base della mostra c’è l’idea che il pane attraversi aspetti fondamentali della vita: lavoro, condivisione, memoria, tradizione e spiritualità. In questo senso, l’allestimento invita il pubblico a considerare il pane come un elemento capace di collegare esperienze materiali e riflessioni esistenziali.
Artisti coinvolti e linguaggi espressivi
Una parte importante della mostra è costituita dalle opere di Ettore Frani, Matteo Lucca e Daniela Novello, tre artisti con un percorso consolidato nell’indagine dei significati simbolici del pane. Le loro opere, realizzate con tecniche e materiali diversi, offrono interpretazioni plurali del tema: dalla pittura alla scultura, passando per installazioni che richiamano il processo produttivo e simbolico dell’alimento.
Punti di forza delle opere esposte
Le opere di Frani si caratterizzano per un uso intensivo del colore e delle superfici, trasformando il pane in figure dai tratti evocativi. Lucca, attraverso sculture in pane, esplora il rapporto tra controllo artistico e imprevedibilità del materiale organico. Novello, infine, utilizza la pietra per creare rappresentazioni di pani e pagnotte che sfidano l’apparenza, spingendo lo spettatore a interrogarsi sulla natura e funzione dell’oggetto.
Linguaggio visivo e interpretazione simbolica
Il percorso espositivo non segue una narrazione cronologica, ma si sviluppa come un dialogo tra opere che richiamano concetti di condivisione, memoria collettiva e relazione tra terreno e spirituale. Il titolo Fractio Panis richiama simbolicamente il gesto del “spezzare il pane”, riflettendo la dimensione di incontro e comunione insita in molti contesti culturali e religiosi.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

