Lun. Giu 8th, 2026

Dialoghi Visivi, all’Accademia d’Ungheria a Roma una collettiva che indaga identità e memorie in trasformazione

Dialoghi Visivi, all’Accademia d’Ungheria a Roma una collettiva che indaga identità e memorie in trasformazione
Dialoghi Visivi, all’Accademia d’Ungheria a Roma una collettiva che indaga identità e memorie in trasformazione

Dal 4 al 13 marzo 2026, a Palazzo Falconieri in via Giulia, pittura, fotografia, scultura, installazioni e video arte si confrontano in una mostra, “Dialoghi visivi”, sul tema delle connessioni culturali

“Dialoghi Visivi” è una mostra collettiva di arte contemporanea che mette al centro l’idea di dialogo come strumento di conoscenza reciproca. Il percorso, costruito attraverso linguaggi e materiali differenti, propone una lettura delle relazioni tra contesti culturali diversi senza appiattire le differenze, ma trasformandole in elementi di confronto.

Sede e date: Accademia d’Ungheria in Roma a Palazzo Falconieri

L’esposizione è ospitata negli spazi dell’Accademia d’Ungheria in Roma, a Palazzo Falconieri (Via Giulia 1), dal 4 al 13 marzo 2026. L’inaugurazione è fissata per mercoledì 4 marzo alle ore 18.30 (fino alle 20.00), con ingresso libero.

La curatela di Antonietta Campilongo e l’impianto della mostra

La direzione artistica definisce la mostra come un dispositivo di incontro: opere e pratiche diverse vengono lette come parti di una narrazione corale, in cui eredità storiche, sensibilità estetiche e percorsi eterogenei convergono in uno spazio condiviso. Il progetto attraversa i processi di rinegoziazione delle identità e delle memorie collettive, con un’attenzione esplicita ai modi in cui queste si trasformano.

Tecniche e linguaggi: dalla pittura alla video arte

Il percorso include pittura, fotografia, scultura, installazioni e video arte. L’impostazione è trasversale: le opere sono presentate come punti di contatto tra forme e materiali, ma anche come elementi che dialogano con la dimensione ambientale e con il paesaggio, ampliando la riflessione verso sistemi di relazione e pratiche culturali.

Gli artisti in mostra

Partecipano: Andrea Adany, Teresa Bianchi, Giorgio Binda, Maristella Campolunghi, Daniela Carpentieri, Antonella Catini, Marie Laure Colasson, Alexander Luigi Di Meglio, Gruppo Pavlovsky, Maria Korporal, Carlotta Musacchia, Veronika Palkovics, Loredana Raciti, Consuelo Rodriguez, Raffaele Sadutto, Giuliano Salaro, Loredana Salzano, Andrea Sterpa, Krisztina Szabó, Anna Tonelli, Klára Varhelyi.
Sono inoltre annunciati due special guest: Beatrice Cignitti e Antonella Laganà.

Special guest: Cignitti e Laganà, due presenze con traiettorie distinte

Nel lavoro di Beatrice Cignitti la pittura è descritta come un’emersione luminosa da un fondo scuro: il segno su carta, costruito sul nero delle matite, porta oggetti quotidiani in una dimensione sospesa, governata da chiaroscuro e densità simbolica. Le opere sono accompagnate da un testo critico di Marco Di Capua.

Antonella Laganà, attiva tra Roma e Parigi e con una formazione tra Firenze e Roma, inserisce nella sua ricerca un intreccio tra parola e visione, con un’impostazione lirico-spaziale che lavora su spazio, ritmo e immagine.

La performance “Dialoghi Comodi” degli artisti§innocenti

Tra gli elementi previsti rientra la performance “Dialoghi Comodi”, firmata dagli artisti§innocenti. L’azione si svolge negli spazi espositivi senza ostruire il passaggio del pubblico e mette in scena una condizione di “comodità e incontro”, con un approccio partecipativo dichiaratamente low-fi e interstiziale.

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