A un anno dalla scomparsa dello scultore e nel centenario della sua nascita, Milano rende omaggio ad Arnaldo Pomodoro con una grande retrospettiva alle Gallerie d’Italia
Milano dedica una grande mostra ad Arnaldo Pomodoro, tra le figure più autorevoli della scultura contemporanea internazionale. A un anno dalla sua scomparsa e nel centenario della nascita, le Gallerie d’Italia in Piazza della Scala ospitano “Arnaldo Pomodoro. Una vita”, un’ampia retrospettiva che ripercorre oltre sessant’anni di ricerca artistica del maestro romagnolo.
L’esposizione, realizzata in collaborazione con la Fondazione Arnaldo Pomodoro, rappresenta uno degli appuntamenti culturali più significativi dell’anno e offre l’occasione di rileggere l’opera di un artista che ha lasciato un segno profondo nel panorama artistico del secondo Novecento.
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Oltre sessant’anni di ricerca artistica
Il percorso espositivo riunisce più di quaranta opere provenienti dalle collezioni di Intesa Sanpaolo e della Fondazione Arnaldo Pomodoro. Dalle prime sperimentazioni degli anni Cinquanta alle grandi sculture monumentali che lo hanno reso celebre in tutto il mondo, la mostra racconta l’evoluzione di un linguaggio artistico capace di coniugare rigore geometrico e tensione visionaria.
Tra i lavori esposti trovano spazio alcune delle opere più rappresentative della sua produzione, caratterizzate da superfici apparentemente perfette che si aprono in complessi universi interni fatti di segni, fratture e architetture nascoste. Un tratto distintivo che ha reso immediatamente riconoscibile la sua poetica.
Il legame tra Pomodoro e Milano
La mostra sottolinea anche il profondo rapporto che ha legato Arnaldo Pomodoro a Milano, città nella quale l’artista ha vissuto e lavorato per gran parte della sua carriera. Non è un caso che proprio il capoluogo lombardo abbia scelto di celebrarne il centenario con una delle più importanti retrospettive mai dedicate alla sua opera negli ultimi anni.
L’allestimento dialoga con gli spazi storici delle Gallerie d’Italia, creando un confronto diretto tra le sculture e l’architettura del museo. Un percorso che restituisce la dimensione pubblica e monumentale della ricerca di Pomodoro, da sempre pensata per entrare in relazione con lo spazio e con la collettività.
Disegni, archivi e processi creativi
Accanto alle opere, il pubblico può esplorare documenti d’archivio, schizzi preparatori, fotografie e materiali che consentono di entrare nel laboratorio creativo dell’artista. Non solo sculture, dunque, ma anche testimonianze del processo ideativo che ha accompagnato la nascita di alcuni dei suoi lavori più celebri.
Questa sezione della mostra permette di comprendere come dietro l’impatto monumentale delle sue opere si nascondesse una lunga e rigorosa attività progettuale, fatta di studi, sperimentazioni e continui approfondimenti formali.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

