Conservazione e restauro vengono spesso usati come sinonimi, ma indicano attività e obiettivi differenti. La terminologia internazionale distingue conservazione preventiva, conservazione curativa e restauro…
Secondo la terminologia approvata nel 2008 da ICOM-CC, la conservazione comprende le azioni destinate a salvaguardare il patrimonio culturale materiale e a mantenerlo accessibile alle generazioni presenti e future.
Il termine include tre ambiti: conservazione preventiva, conservazione curativa e restauro. La distinzione dipende dallo scopo dell’intervento e dal rapporto con i materiali del bene.
Che cos’è la conservazione preventiva
La conservazione preventiva mira a evitare o ridurre deterioramenti e perdite future. Le misure vengono applicate al contesto nel quale si trova un oggetto o un insieme di oggetti, senza interferire direttamente con i materiali e senza modificarne l’aspetto.
Rientrano in questo campo la gestione di luce e umidità, il controllo di inquinanti e infestanti, la movimentazione, l’imballaggio, il trasporto e la pianificazione delle emergenze.
Limitare l’esposizione di un disegno alla luce o scegliere un contenitore adatto per un documento sono interventi preventivi: agiscono sul rischio prima che produca un danno.
Che cos’è la conservazione curativa
L’espressione italiana conservazione curativa corrisponde al termine inglese remedial conservation adottato da ICOM-CC. Comprende azioni applicate direttamente a un bene per arrestare processi di deterioramento in corso o rafforzarne la struttura.
Si interviene quando l’oggetto è fragile o rischia perdite in tempi brevi. Tra gli esempi indicati figurano la disinfestazione dei tessuti, la deacidificazione della carta, la stabilizzazione dei metalli corrosi e il consolidamento delle pitture murali.
Queste azioni possono modificare l’aspetto dell’oggetto, ma hanno come obiettivo principale la stabilità materiale.
Che cosa significa restauro
Il restauro comprende azioni applicate direttamente a un bene stabile per facilitarne l’apprezzamento, la comprensione o l’uso. Si interviene quando deterioramenti o modifiche avvenute nel tempo hanno ridotto parte della leggibilità o della funzione.
Il ritocco di una perdita pittorica e il ricongiungimento di una scultura rotta rientrano negli esempi indicati da ICOM-CC. Il restauro può cambiare l’aspetto del bene e deve rispettarne materiali, proprietà fisiche e significato.
Perché i termini non sono intercambiabili
La conservazione preventiva riduce i rischi senza agire direttamente sull’opera. La conservazione curativa interviene sui materiali per fermare un deterioramento o consolidare una struttura. Il restauro opera su un bene stabile per migliorarne la comprensione o l’uso.
Alcune operazioni possono rispondere a più finalità. La distinzione va quindi stabilita in base all’obiettivo concreto dell’intervento, non soltanto alla tecnica utilizzata.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

