A Roma l’arte di Georges Mathieu, inventore dell’Abstraction Lyrique

La Galleria Mucciaccia di Roma ospita Georges Mathieu: in occasione dell’inaugurazione della nuova sede della famosa galleria, tanto bella quanto elegante, in mostra i lavori del famoso artista francese, inventore dell’Abstraction Lyrique, a cura di Dominique Stella.

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Circa 40 le opere in mostra, che illustrano in modo esaustivo il percorso artistico di Georges Mathieu (1921 – 2012) fra il 1954 e il 1986, un trentennio che ben rappresenta le tappe fondamentali del suo linguaggio creativo. L’artista dopo aver fondato il movimento dell’Astrazione Lirica nel 1947 volge la sua ricerca verso una gestualità più esplosiva per approdare, negli anni ‘60, ad uno stile sempre più dinamico che si esprime in tele di grande formato eseguite nell’immediatezza della performance; ha più volte affermato: “la mia pittura è la pittura dell’energia, della febbre, dell’eccitazione, della vita”. A tale proposito la curatrice Dominique Stella commenta: “nessuno prima di lui era stato trasportato da un simile slancio, da una simile spontaneità, una simile teatralità nella realizzazione di quadri la cui forza nasce dal movimento e anche dalla rapidità di esecuzione”.

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Nella sua poetica il segno precede il significato e diviene il mezzo di connessione fra l’inconscio e il mondo reale: lo si percepisce in Petit engorgement clandestin (1956), opera di pregnante simbolismo. Il gesto di Mathieu, apparentemente incontrollato, traduce la dimensione di un pensiero profondo e complesso che riflette e indaga sul passato, sul presente, sulla storia dell’arte, sulla pittura e sul proprio vissuto. L’artista, partecipe della realtà culturale e politica contemporanea, è molto attratto dalla storia, in particolare del Medioevo, come si vede nell’opera Potencé, Contre-Potencé (1965) che caratterizza il periodo araldico dell’artista, in cui studia e approfondisce la conoscenza di armi e stemmi che traduce con segni metaforici. Lo stesso vale per la tela Le Bassin de l’Ile d’Amour ou Adelbert Comte de Namur (1962), in cui evoca un personaggio dell’Alto Medioevo. L’importante lavoro è rappresentativo di un momento di transizione del percorso artistico di Mathieu fra minimalismo e linguaggio esplosivo, infatti, la composizione riassume in sé armonia e allo stesso tempo una forza irruente.

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Mathieu è stato il primo ad imporre la gestualità all’interno della Scuola di Parigi, prima del 1950, dando il proprio contributo analogamente a Fautrier, Hartung, Wols, Soulages, ma anche ai pittori della Scuola di New York. È il primo ad essere consapevole delle affinità tra la pratica dell’astrazione lirica e l’espressionismo astratto e a mettersi in contatto con le gallerie americane. Espone per la prima volta nel 1946, al 6° Salon des moins de 30 ans, alla Galerie des Beaux-Arts di Parigi, e nel 1950 tiene la sua prima mostra personale alla Galerie Rene’ Drouin a Parigi. Nel 1951 Mathieu espone a Ve’he’mences confronte’es, la mostra da lui stesso organizzata insieme al critico d’arte Michel Tapié.Conobbe un riconoscimento internazionale durante gli anni cinquanta come uno dei principali esponenti dell’Espressionismo astratto.

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