Chiara Cecilia Santamaria: la blogger di “Machedavvero?” (si) racconta (nel)la sua mostra

E’ una delle blogger più amate d’Italia, con il suo “Machedavvero?” si è fatta amare da decine di migliaia di utenti, mentre su Facebook e su Instagram i suoi post corrono a ritmo di svariati “k”. Parla di un po’ di tutto, dai viaggi al cibo, dalle mode alla sua famiglia.

Chiara Cecilia Santamaria è nata a Roma e vive a Londra. Scrive da sempre e ha collaborato con testate come “Vanity Fair”, “Gioia”, “Cosmopolitan”. Il suo blog machedavvero.it è tra i blog personali più letti della rete. Con Rizzoli ha pubblicato Quello che le mamme non dicono (2010), disponibile in Bur, e recentemente è tornata in libreria con “Da qualche parte nel mondo”, Rizzoli.

E’ tornata a Roma, l’abbiamo già detto, per la sua mostra, quella di cui abbiamo parlato qui, in cui 12 artisti, ispirati dal suo ultimo romanzo, hanno realizzato delle opere d’arte utilizzando una copia del libro come supporto. Questo il risultato, direttamente dalla relativa pagina Facebook, che vi consigliamo di sfogliare allargando le immagini tramite click.

 

 

Ne ho approfittato per farle tre domande. Solo tre, su questa mostra, ma non solo.

Arte e pittura, libri e solidarietà: un progetto a tutto tondo per raccontare di sogni da rincorrere e infanzie interrotte. Da dove nasce l’idea di questo incredibile connubio di forze?
L’arte e la creatività, in tutte le loro variazioni, sono voce ed espressione di noi stessi. La forma è diversa ma l’impulso creativo nasce da sentimenti ed emozioni che premono per uscire fuori. La storia di ‘Da qualche parte nel mondo’ è quella di Lara, che attraverso la pittura dà ‘corpo’ a quello che ha vissuto e quello che prova, sentimenti violenti e assoluti che non è in grado di riconoscere appieno finché non li mette su tela. Nella storia ho potuto solo immaginare e raccontare i dipinti di Lara, per questo è nata l’idea di proporre ad alcuni artisti di interpretare la storia con il loro stile e talento. In fondo è un romanzo dove si parla di sentimenti molto forti ma anche molto comuni: amore, passione, delusione, identità, amicizia. Ho chiesto loro di scegliere il lato, il tema, il personaggio che preferivano e di realizzare un’opera su una copia del libro. Abbiamo dei lavori davvero bellissimi. La scelta di venderli per beneficenza è arrivata da sé: viviamo in un periodo storico difficile, e se possiamo fare qualcosa per dare una mano o anche solo per puntare il riflettore su situazioni di disagio e dolore che hanno bisogno della nostra attenzione, vale assolutamente la pena farlo.

Nel tuo blog dimostri di riuscire magistralmente a fotografare e a raccontare, a scrivere e ad inventare. Ma hai mai pensato di mettere emozioni ed impressioni anche su tela?
Mi piace molto disegnare, per questo – conoscendo un minimo quello che c’è dietro la creazione di un’opera – ho scelto per Lara questa forma di arte. Certamente non sono un’artista, però, è qualcosa che faccio per me stessa. Non escludo prima o poi nella vita di provare a prendere i pennelli in mano, il mondo dell’arte, come credo si capisca, mi affascina molto.

Prossimi progetti?
Puntiamo a portare questa mostra anche a Londra, la città dove vivo. E poi, proseguirò con il mio blog, che mi dà sempre molte soddisfazioni.

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