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Priscilla la regina del Deserto al Brancaccio: la recensione

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Uno show contro la diversità e la chiusura mentale, che non ha nulla da invidiare alle produzioni estere. Sino al 31 marzo al Brancaccio di Roma

Tratto dall’omonimo film, “Priscilla la Regina del Deserto” torna in scena nei maggiori teatri italiani, questa volta nella sua full version. Prodotto dalla All Entertainment, per la regia di Matteo Gastaldo, Priscilla è un travolgente viaggio all’insegna del divertimento e della musica anni Settanta- Ottanta, con degli interpreti eccezionali. E sarà a Roma, al Teatro Brancaccio, sino al 31 marzo nella travolgente versione con orchestra dal vivo.

Priscilla la regina del deserto
Priscilla la regina del deserto

La trama di Priscilla la Regina del Deserto

Bernadette, Mitzi, e Felicia sono i nomi d’arte di Ralph, Tick e Adam una transessuale e due drag queen che si esibiscono nei locali di Sydney. Dopo la morte del compagno di Bernadette, le tre partono alla volta di Alice Springs per esibirsi all’hotel Casino, del quale la ex-moglie di Tick è direttrice. Il viaggio avviene su vecchio bus ribattezzato “Priscilla, la regina del deserto”.

Durante il viaggio attraverso le strade australiane, un guasto al motore le ferma in mezzo al deserto e il trio s’allarga accogliendo Bob, un meccanico di larghe vedute. Arrivati ad Alice Springs, si scopre che Tick ha un figlio, Benji, che accetta in modo sorprendentemente maturo il padre gay.

Priscilla la regina del deserto
Priscilla la regina del deserto

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Il nostro commento

Le voci delle Divas (Arianna Bertelli, Natascia Fonzetti e Alice Grasso) sono potenti e travolgenti. Cristian Ruiz è Tick/Mitzi drag dal carattere delicato e sensibile, porta avanti i timori del personaggio con una grande varietà di sfumature, accompagnando i momenti di dubbio a delle meravigliose performance in cui la gestualità e la mimica sono perfetti. Mirko Ranù, già presente nella passata edizione, veste panni di Adam / Felicia. Divertente e civettuolo, trasgressivo e incosciente a tratti un bambinone, sfodera una presenza scenica di grande piglio incorniciata da doti canore e coreutiche ad hoc. Invece Manuel Frattini interpreta la magnifica Bernadette, personaggio in grado di freddare con un solo sguardo chiunque non la aggradi. Infine Bernadette è una Drag vecchio stampo, materna e determinata, che Frattini rende ancora più diva donandogli uno charm meraviglioso e travolgente.

Insomma, l’ensamble è formato da performer eccezionali. Lo spettacolo è suonato e cantato interamente dal vivo (la direzione musicale è affidata a Fabio Serri) ed è curato in ogni dettaglio. L’allestimento è un caleidoscopico tripudio di colori, che amalgamandosi crea un’atmosfera glam, a volte kitsch, esaltando ancora di più la stravaganza dello show. Tutto è studiato a puntino per travolgere il pubblico. Non ci sono tabù in questo spettacolo, e i giochi di parole allusivi sono uno spasso per chi accetta di buon grado la trasgressione dello spettacolo adatto anche ai più piccoli.

Un messaggio speciale per una produzione dal sapore internazionale

Ma Priscilla non è solo piume e paillettes. Per amore di un figlio il viaggio ha inizio; un on the road verso l’accettazione della propria persona, contro il pregiudizio di molti ma verso il pensiero puro di un bambino che vuole solo il suo papà. Priscilla ci insegna a non avere paura, a non cambiare temendo gli sguardi altrui, ci insegna a risplendere e ad essere fieri di noi stessi, delle nostre tendenze e dei sogni da realizzare.

Uno show contro la diversità e la chiusura mentale, combattuta con una colonna sonora di grandissimi successi internazionali. Poi con 500 meravigliosi costumi ed energia allo stato puro. Finalmente la gioia di vedere in Italia uno show che non ha nulla da invidiare alle produzioni estere.

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