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Nobel per la Letteratura: vincono Olga Tokarczuk e Peter Handke

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Stamattina a Stoccolma l’Accademia di Svezia ha annunciato i due vincitori del premio Nobel per la Letteratura

L’Accademia di Svezia ha assegnato i premi Nobel per la Letteratura. “Premi” al plurale, perché straordinariamente quest’anno sono stati attribuiti due premi, quello per il 2018 e quello per il 2019. L’anno scorso infatti l’assegnazione era stata annullata in seguito alla polemica per un caso di molestie che aveva coinvolto l’accademia. Si recupera quindi quest’anno con un doppio riconoscimento a due autori: la scrittrice polacca Olga Tokarczuk, cui viene conferito il premio per il 2018; per il 2019 il riconoscimento va all’austriaco Peter Handke.

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Olga Tokarczuk

Olga Tokarczuk è stata premiata “per la sua immaginazione narrativa che con enciclopedica passione rappresenta l’attraversamento dei confini come forma di vita”. Leggendo queste parole ci viene in mente subito l’ultimo romanzo della scrittrice I Vagabondi, tradotto in italiano quest’anno da Bompiani. Si tratta di un romanzo sulla necessità “psico-geografica” del viaggio, dello spostamento, del vagabondaggio. Ma I Vagabondi è anche un libro di racconti, una raccolta di storie di argomento vario. In particolare colpisce il filone narrativo che riguarda la storia della conservazione dei corpi. Si ripercorre la nascita dell’anatomia moderna: da Andrea Vesalio a Frederik Ruysch fino alla plastinazione contemporanea (qualche lettore di Leopardi si ricorderà di una nota “operetta morale” con protagonista Federico Ruysch e le sue mummie).

Nel romanzo si riconosce, borgesianamente, l’importanza della mappa, ma anche quella del pellegrinaggio: perché ogni viaggio è un incontro e l’uomo non può smettere di viaggiare, di muoversi, di spostarsi. Il tema è affrontato sotto un’ottica letteraria ma va da sé che il discorso assume una valenza universale, e perché no politica, particolarmente importante di questi tempi; il che aggiunge valore ad un’opera che vuole essere una sorta di panopticon, di wunderkammer, una raccolta di meraviglie umane.

Peter Handke

Peter Handke, carinziano classe 1942, è autore prolifico e di certo non convenzionale; nella sua carriera ha attraversato diversi medium, dal romanzo al teatro fino al cinema. Il suo nome rimane infatti legato ad alcuni capolavori cinematografici realizzati in collaborazione con il regista Wim Wenders. Da Prima del calcio di rigore, passando per Falso movimento e il celeberrimo Il cielo sopra Berlino, la collaborazione tra lo scrittore austriaco e il regista tedesco ha scritto pagine importantissime per il cinema europeo delle ultime cinque decadi. La loro collaborazione più recente è I bei giorni di Aranjuez, tratto da una delle sue pièces teatrali. Come drammaturgo ci basti citare Kaspar, del 1967, opera che rilegge uno dei miti letterari (e non solo) più importanti della cultura tedesca, il “Fanciullo d’Europa” Kaspar Hauser.

Entrambi gli autori ritireranno il premio durante la cerimonia che si terrà a Stoccolma il 10 dicembre.

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