La recensione del romanzo “Domani sarà tardi“ pubblicato da Solferino: un diario ritrovato, la Liberazione e la memoria di un Paese diviso che prova a rinascere
Il romanzo Domani sarà tardi. Il 25 aprile di un fascista salvato dai partigiani, pubblicato da Solferino in occasione dell’80° anniversario della Liberazione d’Italia dall’occupazione nazista e dal fascismo, porta la firma di Luigi Contu, giornalista e direttore dell’ANSA. Il libro nasce da un ritrovamento familiare: il diario del prozio omonimo dell’autore, funzionario repubblichino, scritto nei mesi finali della guerra, tra il 1944 e il 1945.
Il diario ritrovato e la memoria del 25 aprile
“Forse così la mia testimonianza non andrà perduta, le mie vicissitudini non saranno state inutili: chi verrà domani potrà riflettere su quanto mi è accaduto, nel bene e nel male. Perché chi dimentica il proprio passato è condannato a ripeterlo, chi non conserva la memoria non può avere un futuro”.
Nel cupo inverno del 1944 Luigi Contu arriva in un piccolo paese della Val Brembana per dirigere un ufficio del ministero dell’Agricoltura della Repubblica Sociale Italiana. È un fascista della prima ora e ha fatto parte del governo Mussolini. Ma, nel giro di pochi mesi, vede crollare il suo mondo con l’inarrestabile avanzata degli Alleati sbarcati in Italia, i nazisti che spadroneggiano al Nord e i partigiani che si rafforzano mentre si moltiplicano eccidi e rappresaglie.
Non sa ancora che il fascismo è giunto all’atto finale. Gli eventi, però, lo inducono a tenere il diario di un’esistenza diventata improvvisamente pericolosa, nel pieno di una tempestosa crisi sentimentale con l’amata Virette, antifascista come la famiglia da cui proviene.
La trama: arresto, processo e salvezza
Con l’arrivo del 25 aprile 1945, l’essere una persona perbene non basterà a evitare che la storia gli presenti il conto: viene arrestato e processato in un concatenarsi di eventi burrascosi e imprevedibili.
Chi potrà salvarlo da una condanna a morte?
Il protagonista di questo libro si racconta in un quaderno a righe ritrovato dall’omonimo pronipote. Sulla base di questa testimonianza, Luigi Contu scrive un romanzo in cui mette in scena paure, sentimenti e speranze di un fascista che fino all’ultimo non si pente delle sue idee, pur riconoscendo i tragici errori compiuti dal regime. Ricostruendo l’intima resa dei conti di un uomo e il dramma di una famiglia, intrecciati con l’affresco di un’epoca, l’autore racconta con intensità un passaggio cruciale della storia di un Paese spaccato che muove i primi passi per rinascere dalle proprie ceneri.
Un romanzo storico tra archivi, giornali e riconciliazione
Sono pagine scarne ma precise, che iniziano a Zogno, in provincia di Bergamo, lunedì 23 aprile 1945 e terminano a Roma nel 1946. Nel mezzo c’è la storia dell’Italia fascista, fin dalla Marcia su Roma del 1922, raccontata dal punto di vista di un servitore dello stato, intellettuale e colto giurista, nei giorni della resa incondizionata, del crollo della fede in un regime che portò il Paese alla disfatta e alla guerra civile e, dopo l’8 settembre 1943, in mano a due eserciti stranieri.
Domani sarà tardi è un libro dal solido impianto storico, sorretto da ricerche negli archivi e nelle redazioni dei giornali, dall’Eco di Bergamo al Corriere della Sera e l’Unità. Il romanzo cita passaggi fondamentali dei comunicati del governo, del CLN e dell’impegno della Curia milanese per trovare una mediazione che evitasse rappresaglie, stragi e vendette. Centrale è anche il documento con il quale il comunista Palmiro Togliatti parlò di “pacificazione e riconciliazione di tutti i buoni italiani”, spiegando le motivazioni in favore dell’amnistia per chi fu fascista ma non si macchiò di crimini violenti. Così, anche impiegati statali come il protagonista di questa storia poterono rientrare nella vita pubblica e nella pubblica amministrazione.
Ungaretti, Liliana Segre e il valore della memoria
In Domani sarà tardi la narrazione è colta e offre spazio anche alla poesia di Giuseppe Ungaretti, amico della famiglia Contu e soldato nella Grande Guerra, con il componimento “San Martino del Carso”, inserita nella prima raccolta “Il Porto sepolto”, pubblicata a Udine nel 1916: “Di queste case / non è rimasto / che qualche / brandello di muro / Di tanti / Che mi corrispondevano / Non è rimasto / neppure tanto / Ma nel cuore / nessuna croce manca / È il mio cuore / Il paese più straziato”. Mentre in apertura del volume una citazione della senatrice Liliana Segre ricorda che “Il fascismo non è stato solo una dittatura, ma è stato soprattutto una ideologia che ha permeato ogni aspetto della vita italiana, che ha convinto tante persone che fosse giusto discriminare e perseguitare.”
In un Paese come il nostro, in cui sembra che la pacificazione all’indomani della fine della Seconda guerra mondiale non sia mai avvenuta, e in cui la festa della Liberazione sembra assumere connotati divisivi più che unitari, quest’opera contribuisce a interpretare una pagina dolorosa della storia ricordando l’umanità di chi, sbagliando, credette che un regime potesse realizzare il sogno mazziniano del cambiamento sociale.
Perché leggere Domani sarà tardi
Questo libro, tra resoconto storico e racconto di finzione, espone la parabola di un uomo che assiste da dentro al crollo del fascismo, vivendo in prima persona la paura, la fame e l’incertezza, fino all’arresto e al processo, da cui si salva grazie proprio a chi lo avrebbe dovuto considerare un nemico: i partigiani.
Il suo pronipote Luigi Contu narra queste vicende da antifascista e ne fa un romanzo che affronta con delicatezza e rigore la complessità del periodo, restituendo il dramma individuale e collettivo di una nazione spaccata ma capace di rinascere. Una lettura in grado di sollevare riflessioni sul valore della memoria, sull’ambiguità del pentimento e sull’importanza del racconto come strumento di consapevolezza.
“Frammenti di una storia che spero, un giorno, qualcuno leggerà. E magari capirà come in nome di una ideologia e di un patriottismo esasperato e fanatico si possano compiere crimini orrendi, si diventi perfino incapaci di pensare al significato delle proprie azioni”.
Chi è Luigi Contu
Luigi Contu, giornalista professionista dal 1985, è direttore dell’ANSA dal 2009. Ha iniziato la professione nel mondo delle radio libere fin dagli anni del liceo. Cronista parlamentare per oltre vent’anni, ha guidato la redazione Interni de la Repubblica per cinque anni, a partire dal 2004. Ha vinto il Premio Saint-Vincent per il giornalismo. Di origini sarde, è nato a Roma nel 1962 e ha tre figli. Nel 2022, per La nave di Teseo, ha pubblicato I libri si sentono soli, una storia della biblioteca di famiglia, giunta alla quarta ristampa.
Scheda libro
Titolo: Domani sarà tardi. Il 25 aprile di un fascista salvato dai partigiani
Autore: Luigi Contu
Editore: Solferino
Anno edizione: 2025
Pagine: 240
ISBN: 9788828216940
Prezzo: € 17,90
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Classe 1977, consulente di comunicazione. Vivo fra Roma e l’Umbria. Prima e dopo la laurea sono passato per varie reincarnazioni: sarto, guerrilla marketer, responsabile ufficio stampa nel settore del trasporto aereo, ghost writer. Mi occupo dello sviluppo di progetti editoriali e organizzo festival letterari. Leggo libri, da scrittore sospeso ne scrivo recensioni.

