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Michael Stipe al Maxxi, il leader dei R.E.M. presenta il suo libro

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Presentato ieri nel museo di arte contemporanea di Roma il secondo volume fotografico dell’ex cantante dei REM

Michael Stipe, Giovanna Melandri e Silvia Pesci

È stato presentato ieri al Maxxi di Roma il nuovo libro fotografico di Michael Stipe (in collaborazione con Douglas Coupland), Our Interference Times: A Visual Record, edito dalla casa editrice Damiani di Bologna (ma con base anche a New York). Si tratta del secondo libro che l’ex frontman dei REM pubblica come fotografo. Il primo era stato Volume 1, edito dalla stessa casa editrice nel 2018. A differenza di quel primo volume, che raccoglieva scatti più intimisti e personali, il secondo allarga il raggio dello sguardo del fotografo in un contesto più pubblico, in cui il privato si fonde con quanto ci circonda.

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Michael Stipe fotografo

Punto centrale dello sguardo di Stipe fotografo è l’overlapping tra analogico e digitale. Questo argomento inserisce il suo lavoro in un discorso più ampio, forse il discorso principale della riflessione estetica degli ultimi anni quando si parla di media (che sia cinema, fotografia o musica). Analogico e digitale sono mezzi espressivi che hanno poco in comune, dice Stipe, ma possono trovare un punto d’incontro nell’allargamento del punto di vista. Col digitale, dice l’artista, è possibile avvicinarsi ancora di più a quella comprensione della natura che è forse lo scopo ultimo dell’arte. È il nodo estetico di chi si occupa di arti visive (ma non solo).

Digitale e nuovi media

Stipe si dice ottimista riguardo ai nuovi media, di cui cerca di sfruttare tutte le possibilità e potenzialità, pur essendo distante anni luce dalla mentalità “social”: “I miss my pre-internet brain”, dice l’artista, citando Douglas Coupland (scrittore canadese coautore del libro). Bersaglio particolare è Twitter e il proliferare dell’hate speech, con un riferimento particolare a un tweet di due anni fa del presidente Trump. Chiosa poi commentando il suo allontanamento dalle piattaforme social “Perché non mi piace il modo in cui mi posizionano all’interno della mia stessa vita”.

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Dalla “famiglia” all’ambiente

Se il primo libro era una sorta di album di famiglia, questo è un’espansione di quel concetto di famiglia, un guardare avanti verso quella comunità “allargata” che è l’ambiente. Quello che abbiamo intorno sta cambiando, e non certo in meglio, sempre più velocemente. Non è un caso che alla presentazione del libro fossero presenti rappresentanti di Extinction Rebellion, associazione ambientalista la cui causa è stata sposata in pieno da Stipe: i proventi dell’ultimo singolo dell’artista, “Your capricious soul” (il suo ritorno alla musica dopo otto anni) , saranno infatti devoluti a questa associazione per tutto il primo anno di vendite.

Giovanna Melandri, Michael Stipe e Silvia Pesci

Trent’anni di scatti

Le foto raccolte nel libro esplorano vari aspetti della vita di Stipe, da quando era un giovane studente che si avvicinava alla fotografia e agli environmental studies fino ai tempi recenti: la visione di fondo è però la stessa, guardare quello che ci circonda e come cambia, e soprattutto essere consapevoli di quello che stiamo lasciando in eredità alle generazioni future.

C’è tempo anche per qualche annotazione musicale: Stipe è tornato a fare musica, ma con una calma quasi “zen” (segno che l’attitudine indie, nel senso più proprio del termine, non si è mai sopita); non c’è fretta né per nuovi singoli, tantomeno per un nuovo disco. E per chi chiede se Michael, Peter e Mike torneranno a suonare insieme la risposta è categorica: “Siamo molto amici, ma non torneremo mai più a suonare insieme”.

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