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Alice e il sindaco di Nicolas Pariser – La recensione del film

Last Updated on 25/02/2020

Presentato alla Quinzaine des Réalisateurs a Cannes nel 2019, arriva il 6 febbraio in Italia distribuito da Movies Inspired e BIM “Alice e il sindaco”con Fabrice Luchini e Anaïs Demoustier.

Alice e il sindaco

Con Alice e il sindaco il regista e sceneggiatore Nicolas Parisier ci mostra le sale del potere di Lione, tra l’ufficio del sindaco e quelli del suo staff, ma lo fa attraverso gli occhi di Alice, corpo estraneo alla politica e giovane intellettuale. Il risultato non è una commedia, nè un dramma; è piuttosto una riflessione lucida e colta della situazione attuale della politica, della cultura e della società europea.

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La trama del film

Alice è una giovane laureata in filosofia che, come molti dei suoi coetanei, passa da un lavoro ad un altro, anche lontano dalla Francia, alla ricerca di stabilità. Quando le viene offerto un posto al comune di Lione decide di accettarlo e tornare a casa, anche se le sue mansioni si riveleranno essere molto particolari. Il suo ruolo è infatti quello di aiutare il sindaco ad avere delle idee. Il sindaco Paul Théraneau , politico navigato e con alle spalle una carriera brillante, sta infatti affrontando una vera e propria crisi di idee. “Non penso più da 20 anni”, ammette sconsolato alla giovane donna. Starà quindi ad Alice cercare di stimolare la sua mente con consigli, dibattiti e critiche. Il dialogo tra questi due mondi diversi, a volte opposti, porterà ognuno dei protagonisti a imparare dall’altro.

Alice e il sindaco - Fabrice Luchini e Anaïs Demoustier
Alice e il sindaco – Fabrice Luchini e Anaïs Demoustier

Politica e intelletto

Sono davvero due universi opposti, quello che Parisier fa incontrare e scontrare nel suo film. Se da una parte c’è Alice, che si perde così tanto nelle sue riflessioni da non riuscire a prendere una decisione e quindi ad agire (quando le viene chiesto cosa sogna di fare lei non sa rispondere), e dall’altra Paul, che continua ad agire senza pensare (“Sono come una macchina velocissima, che ha finito il carburante ma continua a muoversi per inerzia”). Ma è davvero necessario, per agire, escludere il pensiero, o viceversa? Non è possibile trovare una giusta via di mezzo? Idealmente, in politica, pensiero e azione correrebbero a braccetto, ma in un’era in cui si è costretti ad agire in pochi minuti e nello spazio di 280 caratteri, questo equilibrio sembra un’utopia.

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Il nostro commento

Alice e il sindaco è un film estremamente colto, senza risultare didattico o noioso: i dialoghi non sono mai banali e i protagonisti sono straordinari nella loro naturalezza. Parisier analizza la crisi delle sinistre europee in maniera originale e senza mai perdere il punto del discorso con facili divagazioni sentimentali. Lo script e la regia hanno un ottimo ritmo, che ricorda molto Aaron Sorkin e i suoi “dialoghi in movimento”. I protagonisti si incontrano in maniera fugace, sempre di fretta, e i corridoi del palazzo comunale brulicano di gente che corre da un ufficio all’altro, tutti in fermento per l’organizzazione di Lione 2500, un grande evento che nessuno sa bene cosa sia. Ed è forse questa, per Parisier, la sinistra europea di oggi: un partito che per inerzia continua a correre verso una meta, ma che se si fermasse a riflettere capirebbe che quella meta non c’è più.

Scheda del film

Cast:  Fabrice Luchini, Anaïs Demoustier, Nora Hamzawi, Léonie Simaga, Antoine Reinartz
Regista:  Nicolas Pariser
Anno: 2019
Paese: Francia
Durata: 103 min.
Data di uscita: 6 febbraio 2020
Distribuzione:  Movies Inspired e BIM

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