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Piccole Donne di Greta Gerwig – la recensione

In questi giorni nelle sale italiane torna il capolavoro di Louisa May Alcott raccontato da Greta Gerwig. Le sue Piccole Donne, forti e moderne, hanno appena ricevuto sei nomination agli Oscar.

Little Women

Dopo il successo di Lady Bird, Greta Gerwig torna dietro la macchina da presa con un classico della letteratura americana: Piccole Donne. È uno dei libri più letti dalle bambine di ogni parte del globo, alla sesta trasposizione cinematografica, dodicesima contando le versioni per la TV. Eppure c’è qualcosa in questo film che lo rende nuovo, inedito.

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Il cast

Greta Gerwig mette insieme un cast di altissimo livello, a partire dalle quattro bravissime protagoniste. Per il ruolo di Jo chiama di nuovo Saorsie Ronan, già protagonista di Lady Bird; metre a Emma Watson assegna la parte della sorella maggiore, Meg. La dolce e sfortunata Beth ha il volto di Eliza Scanlen (era la sorella di Amy Adams nella miniserie Sharp Objects), mentre Florence Pugh (nota per la miniserie di Park Chan-wook The little drummer girl e per l’horror Midsommar) è Amy, la più piccola della famiglia. Insieme a loro, due attrici di grandissimo calibro come Laura Dern e Meryl Streep, l’efebico Timothée Chalamet (anche lui era in Lady Bird), un Louis Garrell che sembra un po’ fuori luogo, ma potrebbe essere per il pessimo doppiaggio, e Bob Odenkirk, il Saul Goodman del piccolo schermo, nel ruolo del padre.

Piccole Donne – Timothée Chalamet e Saorsie Ronan

Le sorelle Alcott: femministe moderne

Nell’epoca del #MeToo, delle Women’s March, delle lotte per la parità salariale e per il diritto di scelta sul proprio corpo e il proprio destino, i problemi delle sorelle Alcott non sembrano così lontani. Le parole di Amy sul matrimonio, quelle di Meg sull’importanza di poter perseguire i propri sogni, la scena in cui Jo contratta per il suo compenso: le sorelle Alcott sono delle femministe moderne.

E particolare importanza ha proprio quella contrattazione finale in cui una titubante Jo cede alle richieste dell’editore di accontentare i lettori con un epilogo romantico. “Se la protagonista è una donna alla fine deve sposarsi o morire, una delle due, è indifferente”. E il pubblico di allora non è poi così diverso da quello di oggi; così anche la regista cede al suo volere, ma non senza ironia, confezionando un finale volutamente stonato da classica commedia romantica americana, con tanto di corsa alla stazione, tra urletti e risatine, per fermare l’amato e dichiarargli i propri sentimenti, e un “vissero felici e contenti” degno di una qualsiasi rom-com con Kate Hudson.

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Il nostro commento

Sebbene la storia sia fedele a quella del libro di Louisa May Alcott, il modo di raccontarla e soprattutto i dialoghi danno all’opera un aspetto diverso e fanno delle protagoniste delle eroine contemporanee. Greta Gerwig riesce a portare al cinema una storia vista, rivista e letta milioni di volte, dandole nuova vita. La mancata candidatura all’Oscar per la regia ha suscitato non poche polemiche, ma sono certa non mancheranno altre occasioni, nel suo promettente futuro, di ricevere la statuetta. Il cast, molto affiatato, offre un’ottima performance corale, mentre i bei costumi e le musiche del pluripremiato Alexandre Desplat sono la ciliegina sulla torta. Molto carina l’auto-citazione della regista nelle prime scene del film, dove ricrea una scena di Frances Ha, di cui era protagonista e co-sceneggiatrice, filmando Saorsie Ronan mentre corre felice per le strade di New York.

Scheda tecnica del film

Regista: Greta Gerwig.
Cast: Saoirse Ronan, Emma Watson, Florence Pugh, Eliza Scanlen, Laura Dern, Timothée Chalamet, Meryl Streep, Bob Odenkirk, Louis Garrel, Chris Cooper.
Genere: drammatico.
Paese: Stati Uniti d’America.
Data di uscita: 9 gennaio 2020.
Distribuzione: Warner Bros.

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