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“Roma, rialzati”: il dolce omaggio di Pietro Genuardi alla Capitale

Pietro Genuardi, milanese di nascita ma romano d’adozione e di “core”, omaggia la Capitale con una delicata poesia sugli effetti della pandemia. Ricordandone glorie, storie e bellezze di straordinaria quotidianità

Il dolce omaggio in rime dell’attore Pietro Genuardi: milanese di nascita e romano d’adozione e, sopratutto, di “core”, Pietro omaggia la Capitale con una delicata poesia che racconta la Roma delle ultime settimane. Ricordandone glorie, storie e bellezze di straordinaria quotidianità. Nella speranza che, proprio a partire da oggi, “si rialzi come allora”. Voce, testo e foto di Pietro Genuardi, montaggio Visualazer.

Il testo della poesia di Pietro Genuardi

Nell’anno venti venti del signore
Successe cosa strana a tutte l’ore
Sentivi cinguettar tutti gli uccelli
Anche se tu eri al centro  e no ai Castelli

Le oche e li germani a la Barcaccia
E in giro poca gente senza faccia.
Lo sternuto faceva palpitare
La tosse poi, meglio evitare

Di stare sulla stessa via
Che se te  pija poi te porta via.
Le buste della spesa in una mano
E nell’altra pronti a di “certifichiamo”.

Bei tempi quando ce se lamentava
der traffico, de la gente, dei turisti
Che a pensacce bene oggi  non son tristi
Con le loro macchinette alla tracolla

Pronti a fotografare anche ogni bolla
Di Trevi la fontana vista vota
Solo coll’accompagno de la musica
di Rota.

E oggi dopo secoli è cosa strana
Pensare di rubare alla fontana
Nessun turista getta il suo soldino
Per ritornare a Roma già in declino

Negozi e bar co la serranda chiusa
E nessuno negli alberghi  alla rinfusa
Le trattorie poi non ne parliamo
La gente, sento di “noi non riapriamo”

Questa è la fine della mia Roma bella
Che mi accolse quarant’anni  da sorella?
Lo so, so de Milano e forse sbajo
A dedicare qst righe  a sta città
Cercando di imitare il suo dialetto
Che di sicuro nun sarà perfetto.

Ma mi si stringne er core a vedella sola
E voglio che si rialzi come allora. 
Quando tutto il mondo lo sapeva
che a Via Veneto la vita si viveva. 

E tu straniero, tu sei il benvenuto
Il denaro da spenne c’ hai sempre avuto
Ti accoglieremo ovunque  e tu lo sai
ma attento a te
Roma e l’Italia non si scordan
Mai! 

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