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Addio “La città in Tasca”? L’edizione 2020 non ci sarà, e non solo a causa del Covid

Last Updated on 31/08/2020

Era il 1994 quando La Città in Tasca, il festival di cultura, spettacoli, letture, laboratori e giochi, debuttava nella Capitale. Per 25 anni è stato uno dei momenti più attesi dell’Estate Romana, per grandi e piccoli. Le parole di Anna Maria Berardi, Presidente di Arciragazzi Roma.

Era il 1994 quando La Città in Tasca, il festival di cultura, spettacoli, letture, laboratori e giochi, debuttava nella Capitale. Sin da subito, tra grandi ospiti e laboratori artistici, serate teatrali e concerti musicali, è diventato uno dei momenti più attesi dell’Estate Romana da grandi e piccoli. Ed è stato premiato per il suo programma divertente, multidisciplinare, multietnico, istruttivo. E, soprattutto, gratuito.

Venticinque anni di storia

Ma quest’anno, per la prima volta dopo 25 anni, i bambini di Roma non avranno questo contenitore di cultura e divertimento, che negli ultimi anni si è svolto presso il Parco degli Scipioni, tra le ultime settimane di agosto e le prime di settembre, sempre a ridosso del ritorno ai banchi scolastici. Un appuntamento da molti ritenuto ormai “storico”, sempre molto atteso e partecipato da migliaia di bambini e genitori.

Arciragazzi di Roma, che organizza l’evento, dopo la pandemia che ha colpito duramente il nostro Paese, aveva già deciso, sia pure molto a malincuore, di saltare l’annualità 2020, poiché il format non avrebbe consentito lo svolgimento delle attività previste, in sicurezza, così come richiesto dalle disposizioni governative dopo il lockdown. Avendo partecipato al bando triennale 2020-21-22 dell’Estate Romana, si era deciso di rinviare all’anno prossimo l’organizzazione di una Città in Tasca ancora più ricca e più bella.

L’esclusione della graduatoria

“Ciò nonostante – spiega Anna Maria Berardi, Presidente di Arciragazzi Romail Dipartimento Cultura di Roma Capitale ha deciso a sua volta di non finanziare il nostro progetto triennale, relegandolo agli ultimi posti della graduatoria. Il progetto che abbiamo presentato manteneva lo stesso format che per tanti anni aveva garantito il successo della manifestazione. Eppure il programma presentato era ancora più ricco di quello del triennio precedente: un progetto di elevato spessore artistico e culturale e, come sempre, multidisciplinare”.

La Presidente prosegue: “E’ evidente che, senza il contributo di Roma Capitale, sarà impossibile offrire nei prossimi anni a bambini e famiglie, gratuitamente, le attività previste. E la gratuità era proprio una caratteristica importante al fine della promozione della cultura rivolta all’infanzia e ai genitori. E mentre le altre attività gestite da Arciragazzi di Roma, dai centri estivi alle ludoteche, proseguono fortunatamente nella loro realizzazione, noi stiamo già pensando a lanciare prossimamente un crowdfunding per sostenere La Città in Tasca. Così da consentirne lo svolgimento nel 2021. Perché vogliamo continuare a fare la nostra parte affinché Roma possa diventare veramente, a pieno titolo, una Città delle Bambine e dei Bambini”.

Arciragazzi di Roma ha richiesto l’accesso agli atti per conoscere gli elementi che nel progetto de La Città in Tasca hanno determinato un basso punteggio

Arciragazzi di Roma ha richiesto l’accesso agli atti per conoscere gli elementi che nel progetto de La Città in Tasca hanno determinato un basso punteggio. “Siamo decisamente basiti. Tra i vari fattori che dovevano essere esaminati, a parte quello della gratuità, non ce n’è neanche uno in cui il punteggio non sia stato abbassato. Dall’aggregazione all’affidabilità, dalle competenze al programma. Allora ci interroghiamo su due possibilità. La prima riguarda le competenze dei membri della commissione, ciascuna nel proprio campo validissime persone, però probabilmente inadatte a giudicare quel fenomeno storico complesso e articolato chiamato Estate Romana. La seconda è una possibilità a cui non voglio pensare. Ossia una direttiva politica finalizzata a distruggere quel patrimonio culturale nato con Renato Nicolini, a favore forse di questo dubbio progetto chiamato Romarama”.

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