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Tre serie televisive italiane da recuperare: Baby, Suburra, Made in Italy

Last Updated on 25/10/2020

Tre interessantissimi prodotti italiani in grado di competere con i rivali d’oltreoceano. Parliamo di Baby, Suburra e Made in Italy. Ecco perché vederli e/o riprenderli…

Rimanere a casa, il più possibile, per scongiurare un nuovo lockdown generalizzato. Con questo obiettivo, che spero voi abbraccerete, vi vogliamo proporre tre serie televisive made in Italy che meritano di essere scoperte o, comunque, rispolverate. Tre interessanti prodotti italiani in grado di competere con i rivali di oltreoceano. Parliamo di Baby, Suburra e Made in Italy.

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Baby, con Benedetta Porcaroli e Alice Pagani

Iniziamo col parlare di una delle serie tv adolescenziali, ma non solo, più acclamate degli ultimi tempi: ‘Baby’. E’ uscita da poco più di un mese la terza ed ultima stagione che racconta le vicende di Chiara (Benedetta Porcaroli) e Ludovica (Alice Pagani). Ossia le due lolite dei Parioli, sexy e disinibite, che in poco tempo sono passate dai banchi di scuola ad offrire il loro corpo a uomini facoltosi.

In realtà pochi sanno che la serie è ispirata a fatti realmente accaduti culminati con una vicenda giudiziaria, di cui si è parlato poco in Italia ma, in compenso, ha fatto il giro del mondo. Nel 2014 i giornali parlarono della vicenda etichettandola come quella delle ‘Baby Squillo dei Parioli’. Ragazzine minorenni dei quartieri alti di Roma che per cercare soldi facili si prostituiscono al pomeriggio e alla sera.  In realtà le ragazzine sono molto di più e il giro frutta un sacco di soldi.

Nella serie diretta da Andrea De Sica le due protagoniste arrivano a prostituirsi perché spinte dalla voglia di evadere dalla propria realtà. Una nuova identità che le porterà a condurre due vite. Quelle di due studentesse di uno dei licei più costosi di Roma e quello delle squillo di notte. Orsacchiotti, hotel di lusso, amori adolescienziali e vestitini sexy. Due mondi che si incontrano e si scontrano fino a far perdere quell’innocenza nascosta e la capacità di sapere distinguere il bene dal male.

A contribuire al successo della serie l’interpretazione delle due giovanissime e talentuose attici nei panni di Chiara e Ludovica, rispettivamente Benedetta Porcaroli e Alice Pagani. Il giovanissimo cast è supportato dalla grandissima attrice Isabella Ferrari che dimostra ancora una volta di essere una delle nostre migliori attrici italiane. Per chi non avesse visto ancora neanche una stagione correte ai ripari e andate subito su Netflix.

Suburra, con Francesco Acquaroli, Alessandro Borghi e Giacomo Ferrara

Esce il 30 ottobre la terza e ultima stagione di Suburra, la serie tratta dall’omonimo romanzo di Carlo Bonini e Giancarlo De Cataldo, racconta gli intrighi politici e la criminalità organizzata di Roma Capitale. Le dimissioni del sindaco generano una guerra di potere per ottenere l’assegnazione degli appalti per la costruzione del Porto Turistico di Ostia. Questi terreni sono merce d’interesse per una serie di protagonisti, dalla criminalità organizzata romana, a quella del Sud Italia, passando per le alte sfere della politica e del Vaticano. Il Porto, oltre ad essere oggetto dell’appalto, è inoltre un campo strategico per il traffico di droga al quale sono particolarmente interessate due famiglie da sempre rivali, gli Adami e gli Anacleti, che hanno come comune obbiettivo comandare su Roma.

Nel Cast di Suburra troviamo Francesco Acquaroli nei panni di Samurai, il Boss dei Boss, che da sempre è a capo e controlla la malavita organizzata della capitale. Un bravissimo e trasformatissimo Alessandro Borghi, che ancora una volta dimostra di essere un artista poliedrico, è Alessandro Adami a capo di una delle famiglie criminali più influenti di Ostia e che si allea con il figlio minore degli Anacleti, Alberto, detto Spadino (Giacomo Ferrara), un rampollo di una delle più importanti famiglie Rom. Nel cast troviamo anche Claudia Gerini nei panni di una donna che riesce a insinuarsi nelle trame di potere del Vaticano. Nonché Filippo Negri, nei panni di un politico corrotto. Tradimenti, complotti, corruzione e alleanze si intrecciano con le storie dei personaggi e raccontano un altro volto di Roma da sempre scenario di lotte di potere.

Made in Italy, con Greta Ferro, Margherita Buy e Marco Bocci

Made in Italy è una serie televisiva italiana, prodotta da Mediaset e Taodue, trasmessa in prima visione su Prime Video nel 2019. La serie racconta della nascita della moda i prêt-à-porter nella Milano degli anni 70. Protagonista è Irene Mastrangelo (Greta Ferro), una studentessa di storia dell’arte che, in puro stile ‘Il Diavolo Veste Prada’, viene prestata alla moda. E inizia a lavorare in una delle riviste più autorevoli in fatto di stile: Appeal.

Questa serie non racconta solo la nascita della moda italiana ma la rivoluzione nello stile fatta dai grandi dela moda: i Missoni, Walter Albini, Ferrè, Krizia, Valentino, Gianni Versace, Curiel e ovviamente Re Giorgio. Un rivoluzione quella avvenuta in italia che ha influenzato il mondo intero e gli anni avvenire garantendo al ‘Made in Italy’ un posto d’onore nell’Olimpo della moda. Nel ruolo della mentore di questa giovane ragazza desiderosa di fare carriera, troviamo Rita Pasini (Margherita Buy), in gravi difficoltà con il direttore e gli odiosi che cercano di farla fuori.

E’ lei a realizzare la prima copertina con una modella di colore. Impossibile non notare i parallelismi con la storica direttrice di Vogue Franca Sozzani. Seppur l’intenzione di trovare una Anne Hatawhay italiana non sia proprio riuscita data la non lodevole interpretazione dell’attrice esordiente Greta Ferro, a compensare sicuramente troviamo la magistrale interpretazione del Margherita Buy che ha avuto nella sua carriera, solo per citare qualche premio, 7 David di Donatello, 7 Nastri d’argento e 3 Ciak d’oro. Presente anche un sempre più affascinante Raoul Bova nel ruolo di Giorgio Armani. Nel cast troviamo anche Fiammetta Cicogna, Marco Bocci, Sergio Albelli, Valentina Carnellutti. Questa serie, prodotta da Mediaset e Taodue inizialmente per la tv, è stata la prima ad essere venduta al colosso americano Amazon.

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