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Tres Patrias, le tre terre di Anita Guerra nella mostra online della Temple University Rome Gallery of Art

In corso presso la Temple University Rome Gallery of Art , visitabile online, la personale Tres Patrias di Anita Guerra. Nata a Cuba, cresciuta negli Stati Uniti e residente a Roma, l’esposizione ripercorre, attraverso dipinti, fotografie e disegni, il viaggio personale dell’artista in queste tre terre…

La Temple University Rome Gallery of Art presenta la mostra personale Tres Patrias di Anita Guerra, accompagnata da un testo critico di Roberta Melasecca. Visitabile, in modalità esclusivamente online sino a martedì 17 novembre, si concluderà, alle ore 19, con una Virtual Opening, sulla piattaforma Kunstmatrix 3d. Sarà presente anche l’artista, nata a Cuba, cresciuta negli USA e residente a Roma, e illustrerà il suo lavoro e la sua ricerca. L’esposizione ripercorre infatti, attraverso dipinti, fotografie, disegni, aerogrammi, stampe e video, il viaggio personale dell’artista in tre queste terre.

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Le opere in mostra

Dall’infanzia idilliaca a L’Avana, Cuba, alla rivoluzione di Castro, alla successiva fuga negli Stati Uniti. Qui, dopo un periodo in orfanotrofio, l’artista si riunisce la sua famiglia a Filadelfia. Sino ai suoi studi presso la prestigiosa Tyler School della Temple University. E infine a Roma. Guerra condivide i suoi ricordi con coraggio e tenerezza. Intreccia la sua storia con quella di suo padre, l’architetto modernista Juan Ignacio Guerra, passando dai ricordi alla ricerca, tornando ai luoghi della sua infanzia nel corso di diversi anni.

Tre patrie, tre luoghi. Cuba, Stati Uniti, Italia. Vivere ed abitare

“Tre patrie, tre luoghi. Cuba, Stati Uniti, Italia. Vivere ed abitare. Vivere in qualche territorio ma abitare nella memoria, dove non esiste misura del tempo, dove non hanno forma partenze e ritorni, ma solo quello che siamo nel mentre viviamo nell’estrema consapevolezza di stare ed essere in un preciso spazio ed in un preciso istante. Anita Guerra abita, esperisce, ricompone, rielabora, ricerca, racconta: costruisce geografie ideali dei paesaggi della memoria, epifanie di rimembranze oggettive e soggettive, confluenti e condivise all’interno di una prefigurazione onirica ma assolutamente reale. Il suo è un lavoro assiduo e certosino sulla ricerca del senso della propria esistenza, attraverso la scrittura di un romanzo dell’io individuale e collettivo, un’autobiografia che prende corpo come microstoria personale e familiare ma che disvela una narrazione più ampia, politica e sociale, segnando e incidendo tracce, eredità, relazioni su uno strato in filigrana di memoria non automatica.

Una memoria mobile, non neutra ma legata ad aspetti emozionali e motivazionali

E’ invece una memoria mobile, non neutra ma legata ad aspetti emozionali e motivazionali, che si realizza, a partire dall’oggi, tra le inquietudini e le incertezze del presente, in un futuro che attinge dal passato e che trae da esso la linfa vitale della sua trasformazione. Anita tesse cronache emotive all’interno di luoghi lirici della memoria che si muovono alternativamente in modo lento e inesorabile e di un moto rapido e diretto, non per rivivere ma per capire, attraverso un pensiero del passato e del futuro che esiste solo nel presente (cit. Massimo Cacciari). Allora si realizza quella memoria riconciliata, definita da Paul Ricœur come “il piccolo miracolo del riconoscimento”, che spezza il debito della colpa nei confronti di un tempo trascorso e libera l’uomo verso una lettura nuova della propria vita, ogni giorno variabile e ogni giorno differente. […]

Così, ogni traccia, solida e materiale, ogni disegno ritrovato, ogni opera riscoperta trattiene in sé le immagini di un’evocazione artificiale che diventa un dovere ed un’urgenza riportare alla luce. E’ un meccanismo plastico che permette di riadattare i propri schemi mentali, riaggiornare i ricordi attraverso le esperienze che travalicano il passato ed evolvono verso un presente attualizzato. L’artista si fa, così, testimone della Storia, intimamente e pubblicamente capace di conservare intervalli di frangenti e frammenti di vite in una relazione mistica, in quanto sacralizzata dalla memoria.” (dal testo critico di Roberta Melasecca)

Chi è Anita Guerra

Anita Guerra è nata a L’Avana, Cuba; vive e lavora a Roma. Ha studiato all’Academia de Bellas Artes de Sta. Isabel de Hungría, Siviglia, Spagna, e presso i campus della Tyler School of Art, della Temple University, Philadelphia e Roma. Recentemente, ha vinto un viaggio e una borsa di ricerca a Cuba per scrivere un libro di memorie di famiglia illustrato. Insegna pittura, disegno e scultura in vari istituti scolastici di Roma.

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