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Dario Franceschini sulla digitalizzazione dei musei: “Un grande spazio di crescita sia per i grandi musei che per quelli piccoli”

“Molti musei hanno avuto la capacità in fretta di trasferire una parte della loro offerta in digitale con visite virtuali, migliorando i loro siti e la loro offerta sui social. Credo che qui ci sia un grande spazio di crescita”, dichiara il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, in merito alla digitalizzazione dei musei

Dario Franceschini, Mibact, tavolo permanente

“Tutte le grandi crisi aprono delle opportunità. Credo che in questa si sia visto quanto la digitalizzazione consenta di aprire spazi nuovi e di raggiungere un nuovo pubblico”, dichiara il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, intervenendo alla cerimonia di inaugurazione della III edizione di Ro.Me Museum Exhibiton.

“Credo che qui ci sia un grande spazio di crescita sia per i grandi musei che per quelli piccoli”

Poi aggiunge: “Molti musei hanno avuto la capacità in fretta di trasferire una parte della loro offerta in digitale con visite virtuali, migliorando i loro siti e la loro offerta sui social. Credo che qui ci sia un grande spazio di crescita sia per i grandi musei che per quelli piccoli”.

“I musei non sono più soltanto il luogo dove un turista va a vedere una straordinaria collezione ma sono parte di quel turismo esperenziale che è la strada tracciata per il futuro”. Si tratta di un “grande lavoro di innovazione che passa attraverso la valorizzazione delle collezioni e dei servizi e che crea degli spazi enormi di crescita, di ricerca, di nascita di nuove imprese e start up”.

“Alla fine dell’emergenza la gente avrà voglia di consumare cultura”

Quello dei musei, quindi, “un settore in grande cambiamento e che sarà in grande cambiamento per i prossimi anni. Adesso l’emergenza è cercare di aiutare i musei e le imprese che lavorano nel settore museale ad attraversare questo deserto. Abbiamo approvato diverse misure di ristoro significative cercando di coprire tutti i settori e continueremo finché ci sarà la crisi. Siamo sicuri che alla fine di questo attraversamento del deserto il settore tornerà a essere un settore di grande crescita. Alla fine dell’emergenza la gente avrà voglia di consumare cultura. Il turismo internazionale tornerà in Italia con la crescita impetuosa che aveva fino a gennaio di quest’anno. Dobbiamo quindi prepararci a una grande crescita”.

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