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Ciao maschio, uan mostra per descrivere l’evoluzione dell’uomo contemporaneo

La mostra “Ciao Maschio – Volto potere e identità dell’uomo contemporaneo”, ospitata alla Galleria d’Arte Moderna dal 23 giugno al 14 novembre 2021, descrive l’evoluzione della rappresentazione e del ruolo dell’uomo contemporaneo nella società e l’influenza che questi cambiamenti hanno avuto sulle arti. In particolare dalla seconda metà degli anni Sessanta

Grazie all’esclusivo filtro dei diversi linguaggi dell’arte, la mostra «Ciao Maschio» Volto potere e identità dell’uomo contemporaneo, ospitata alla Galleria d’Arte Moderna dal 23 giugno al 14 novembre 2021, descrive l’evoluzione della rappresentazione e del ruolo dell’uomo contemporaneo nella società e l’influenza che questi cambiamenti hanno avuto sulle arti. In particolare dalla seconda metà degli anni Sessanta fino al presente periodo post-ideologico.

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Le opere in mostra di Ciao maschio

L’esposizione, curata da Arianna Angelelli e Claudio Crescentini, presenta oltre 100 opere, tra dipinti, sculture, grafica, fotografia, film d’arte e sperimentali, video, video-performances e installazioni. Di queste molte mai esposte prima o non esposte da lungo tempo. E tutte provenienti in parte dalle collezioni d’arte contemporanea capitoline oltre che dal MAXXI, dal Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, da UniCredit SpA, da Fondazioni e archivi d’artista. Nonché da altre istituzioni pubbliche e private. Promossa da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Con la collaborazione del Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale.

La mostra si apre con una installazione urbana site specific della street artist Pax Paloscia intitolata Contemporary Gods. E’ stata creata su uno dei temi portanti della sua ricerca iconografica, l’adolescenza maschile. Questa è intesa come fase di passaggio, transizione, caratterizzata da intensi cambiamenti psicofisici così come fisici. Tele dipinte e fotografie che s’incontrano/scontrano con la fisicità femminile, rappresentata dalla scultura Bagnante (1934) di Marino Marini.

Il volto del potere

Le sezioni della mostra prendono avvio da Il volto del potere, una vera e propria installazione di opere che copre un’intera sala del museo, costruita come una “invadente” carrellata di volti e corpi maschili sul potere. Immagini di sindaci di Roma e altre personalità politiche e della vita civile pubblica legate a vario titolo alla storia contemporanea della città, riprodotti da “artisti maschi”. Uno spazio speciale sarà dedicato al potere politico del Novecento, fra est e ovest, con ritratti di Presidenti U.S.A.

Il volto del terrore

Specifico focus sarà dedicato a Il volto del terrore, con i ritratti ufficiali di tre dittatori – Hitler, Mussolini, Stalin – simboli emblematici del terrore del Novecento e memoria viva della violenza sui popoli. Tre “maschi” che hanno devastato il mondo e di cui i volti, e quindi il potere, saranno difficili da cancellare dalla nostra storia e dalle nostre coscienze.

Identità maschile

Altra sezione della mostra è dedicata a Identità maschile. Questa parte dalla millenaria cultura che troppo spesso ha inciso sulla educazione e che l’arte ha ben evidenziato e rappresentato nei decenni con l’elaborazione di opere sulla guerra e sulla violenza dell’uomo sull’uomo. Nonché sulla famiglia intesa nelle diverse forme e possibilità così come sul tema della bellezza e dell’autocoscienza del Sé.

Culto del corpo ed etica dello sport

Una sezione è dedicata a Culto del corpo ed etica dello sport, nella ricerca di quello che potremmo considerare “un altro corpo”, soprattutto dalla seconda metà del Novecento, anche in relazione al genere non-binario o genderqueer e all’identità di genere. Temi d’indagine fondamentali del nostro secolo.

Uomini visti da donne

Nell’incontro fra le esigenze di ricerca e quelle di analisi del soggetto/oggetto “maschio” non potevano inoltre mancare gli Uomini visti da donne, l’altro sguardo sull’uomo contemporaneo, nel nostro caso attraverso l’obiettivo di fotografe e lo sguardo di artiste italiane del secondo Novecento.

Chiude la mostra un’altra installazione urbana, Till Death Tears Us Apart (2017), di uno dei più famosi urban artist americani, Mark Jenkins, realizzata in collaborazione con Wunderkammern Gallery.

La rassegna di film d’arte

In mostra inoltre una rassegna di film d’arte intitolata «Un supermaschio», realizzata con il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, in collaborazione con il CSC – Archivio Nazionale Cinema Impresa, curata da Annamaria Licciardello (Cineteca Nazionale). Questa è dedicata al cinema sperimentale italiano degli anni Sessanta-Settanta, attraverso il quale s’intende indagare il “super-Io” filmico maschile di questo periodo.

Gli artisti di Ciao maschio

Claudio Abate, Vito Acconci, Valerio Adami, Franco Angeli, Giacomo Balla. Gianfranco Baruchello, Mirella Bentivoglio, Vinicio Berti, Umberto Bignardi. Tomaso Binga, Felice Carena, Lisetta Carmi, Elisabetta Catalano. Claudio Cintoli, Gino De Dominicis, Giorgio de Chirico, Agnese De Donato. Willem De Kooning, Shepard Fairey, Flatz, Rosa Foschi, Franco Gentilini. Gilbert & George, Guerrila Girls, Alberto Grifi, Renato Guttuso, Mark Jenkins. Alfredo Leonardi, Carlo Levi, Sergio Lombardo, Urs Luthi, Renato Mambor. Carlo Maria Mariani, Fabio Mauri, Alessandra Mercadini, Ugo Nespolo. Luigi Ontani, Pax Paloscia, Pino Pascali, Luca Maria Patella, Giuseppe Penone. Anders Petersen, Lamberto Pignotti, Cristiano Pintaldi, Fausto Pirandello. Michelangelo Pistoletto, Gerhard Richter, Piero Sadun.Franco Sarnari, Giulio Aristide Sartorio, Howard Schatz, Mario Schifano, Toti Scialoja. Scipione, Gino Severini, Cesare Tacchi, Tato, Paolo Ventura, Francesco Vezzoli. Andy Warhol, Erwin Wurm, Alba Zari e altri.

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