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ICOM, un museo su dieci ha dovuto licenziare membri del personale

Secondo una recente indagine condotta da ICOM, la percentuale di partecipanti che dichiarano che i dipendenti sono stati licenziati è aumentata costantemente dal 5,8% di maggio 2020 al 9,6% di un anno dopo. Ciò significa che quasi uno su dieci dei musei partecipanti ha dovuto licenziare membri del personale a causa della crisi.

Musei italiani: per professionisti lavoro sottopagato o non pagato

A un anno e mezzo dall’inizio della pandemia di Covid-19, l’ ICOM (International Council of Museums), principale ente al mondo che rappresenta i musei, pubblica il terzo rapporto sul tema musei, professionisti museali e Covid-19. Il primo, pubblicato poco più di un anno fa, presentava una situazione disastrosa, con quasi il 95% delle istituzioni costrette a chiudere per salvaguardare il benessere del personale e dei visitatori. Il secondo invece, condotto all’inizio dell’autunno 2020, ha fotografato una situazione molto più varia per i musei, con forti differenze regionali in termini di tassi di apertura e impatto economico.

La situazione dei musei nella primavera del 2021 è leggermente peggiorata rispetto al periodo tra settembre e ottobre 2020

Il terzo rapporto rileva che la situazione dei musei nella primavera del 2021 è leggermente peggiorata rispetto al periodo tra settembre e ottobre 2020, ma in modo eterogeneo. Mentre la stragrande maggioranza dei musei in Africa e nel Pacifico era aperta, in Europa e Nord America i musei avevano appena iniziato a riaprire. A livello locale è risultata irregolare anche la situazione dell’Asia, dell’America Latina e dei Caraibi e dei Paesi Arabi. Ancora, il passaggio ai contenuti digitali è proseguito su vasta scala.

La percentuale dei dipendenti licenziati cresce dal 5,8% di maggio 2020 al 9,6% di un anno dopo

La seconda ondata della pandemia di Covid-19 e i conseguenti blocchi hanno portato a una riduzione presenza di personale in loco rispetto alla seconda rilevazione. La percentuale di partecipanti che dichiarano che i dipendenti sono stati licenziati è aumentata costantemente. Dal 5,8% di maggio 2020 al 9,6% di un anno dopo. Ciò significa che quasi uno su dieci dei musei partecipanti ha dovuto licenziare membri del personale a causa della crisi.

Il 15% dei partecipanti licenziato a causa della pandemia di Covid-19

Inoltre il 15% dei partecipanti è stato licenziato a causa della pandemia di Covid-19. Si tratta del 5% in meno dalla primavera del 2020, ma è comunque un numero allarmante secondo ICOM. Seguendo l’evoluzione dei tre rapporti, è possibile osservare un forte calo della percentuale di lavoro legato ai musei nel reddito complessivo dei liberi professionisti.

Senza un adeguato supporto al settore, fa sapere l’ICOM, si rischia concretamente di perdere professionisti altamente qualificati e specializzati

La percentuale di lavoratori per i quali la consulenza per i musei è pari almeno al 50% del reddito è scesa dal 56,9% al 32,5%. Senza un adeguato supporto al settore, fa sapere l’ICOM, si rischia concretamente di perdere professionisti altamente qualificati e specializzati, che andranno a lavorare su altri campi. Anche perché c’è un 60% di professionisti che dichiara di non aver avuto accesso a forme di supporto finanziario d’emergenza.

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